Testata Italia Oggi Sette
Titolo Altri redditi, compatibilità e adempimenti
Ai sensi del dlgs n. 22/2015 (art. 9, commi 2 e 3, e 10, comma 1), in presenza di concomitante attività di lavoro, il soggetto percettore di Naspi può conserva il diritto all' indennità in misura ridotta di un importo pari all' 80% del reddito derivante dall' attività di lavoro, a condizione che comunichi all' Inps, entro 30 giorni dall' inizio dell' attività, il reddito annuo previsto. I casi disciplinati sono due: a) quello di concomitante attività di lavoro subordinato instaurata nel corso della percezione della Naspi o rimasta in essere a seguito della cessazione di uno fra due o più rapporti a tempo parziale; b) quello di concomitante instaurazione di attività lavorativa autonoma o di impresa individuale. Nelle ipotesi di attività di lavoro subordinato, la Naspi è pienamente compatibile con il nuovo reddito fino a importo di 8 mila euro (di reddito); se di lavoro autonomo fino a 4.800 euro. In caso di mancata comunicazione del reddito previsto, entro 30 giorni dall' inizio dell' attività, il percettore decade dal diritto alla Naspi. Nella circolare n. 174/2017, l' Inps ha passato in rassegna le principali situazioni di svolgimento, da parte di percettori di Naspi, di attività non formalmente di lavoro dipendente, autonomo o d' impresa (professioni, società, tirocini, ecc.) per precisare quanto il reddito sia da ritenere compatibile o incompatibile, al fine di evitare disparità.