Testata Il Sole 24 Ore
Titolo Un «future» per investire sulle mid-cap italiane
LONDRA Investire sulle mid-cap italiane sarà più semplice per il retail e per gli investitori istituzionali. Da lunedì sulla piattaforma di Borsa Italiana inizierà le negoziazioni il primo futures, con sottostante 58 tra le società quotate compatibili con la nuova normativa sui Pir (Piani individuali di risparmio), escluso quindi il settore del real estate. Uno strumento che arriva proprio nel momento in cui i Pir stanno riscuotendo un enorme successo tra gli investitori con effetti a catena anche sulle Piccole e medie imprese: secondo i dati illustrati nel corso del convegno organizzato dall' Ambasciata Italiana a Londra e dalla Investment banking EnVent, nei primi sei mesi sono stati investiti nei Pir 5,3 miliardi(7,5 se si allarga lo sguardo ai primi nove mesi) di cui 930 milioni hanno finanziato le Piccole e medie imprese quotate e non quotate, cifra che si stima potrebbe salire a 14 miliardi entro il 2021. Il nuovo futures studiato da Borsa Italiana cattura questi due fenomeni: l' interesse crescente verso il comparto delle Pmi e l' afflusso di liquidità generato dall' introduzione dei Pir. Basti pensare che oggi le Piccole e medie imprese in Borsa rappresentano il 66% delle società quotate italiane con 222 società. La liquidità dei titoli del Ftse Italia Small Cap è aumentata considerevolmente nell' ultimo anno con un controvalore medio giornaliero del +136% sui primi 8 mesi del 2017 rispetto allo stesso periodo del 2016. A questo trend contribuiscono i nuovi fondi Pir "compliant" che secondo i dati Assogestioni a fine settembre erano 44 con 10,8 miliardi di euro di asset under management. L' obiettivo del nuovo future su indice Mid Cap progettato da Borsa Italiana è di intercettare le crescenti esigenze del mercato in materia di Piani individuali di risparmio e di costruire strumenti collegati. Il sottostante del nuovo strumento che sarà quotato dal prossimo lunedì 4 dicembre, è l' indice di Ftse Russell "FTSE Italia PIR Mid Cap Total Return", selezionando 58 delle 60 medie imprese italiane più importanti per capitalizzazione del mercato italiano ed escludendo le 2 società immobiliari del paniere, non compatibili con l' attuale normativa sui Pir. Un futures su indice azionario è uno strumento derivato standardizzato, scambiato su mercati regolamentati come l' Idem di Borsa Italiana, tramite il quale acquirente e venditore si impegnano a negoziare in data futura una determinata quantità di indici azionari a un prezzo fissato all' atto della stipula del contratto. Il prodotto derivato è rivolto sia agli investitori istituzionali sia agli investitori privati, con al momento due market maker destinati ad aumentare. Tra i vantaggi, partecipare ai movimenti rialzisti (per il compratore) o ribassisti (per il venditore) del settore mid cap italiano; semplicità, ogni punto indice ha un valore pari a 1 euro: quindi, se il futures passa da 28mila a 28 e cento, il compratore avrà guadagnato 100 euro e il venditore avrà perso 100 euro. Inoltre, produce un effetto leva con una esposizione al mercato che risulta essere 10 volte superiore al capitale investito. «La filiera di prodotti e servizi sviluppata nel tempo da Borsa Italiana offre alle aziende opportunità di accedere con gradualità al mercato dei capitali - spiega Nicolas Bertrand, global head of derivatives markets - dalla piattaforma Elite ai mercati Mtf, con Aim Italia per l' azionario ed ExtraMOT per il debito, ai mercati regolamentati Mot ed Mta, oltre al segmento Star. Da lunedì, si aggiunge un futures sul mercato Idem che completa la gamma di prodotti a disposizione degli investitori sulle mid cap italiane a livello internazionale». © RIPRODUZIONE RISERVATA.