Testata Il Messaggero
Titolo «Riscaldamenti spenti e vento così le Pm10 si sono abbassate»
Nicola Pirrone, direttore dell' Istituto sull' Inquinamento Atmosferico del Cnr. Nei primi giorni del 2016, nel pieno di una raffica di superamenti dei livelli di polveri sottili a Roma (nel 2015 erano stati 77), commentò: «Il fatto che siamo stati esposti a concentrazioni elevate di poveri sottili per un lungo periodo ha aumentato i rischi per la nostra salute». Quasi due anni dopo lo scenario da commentare è cambiato completamente. Come spiega che nel 2017 appena 21 volte sono stati superati i limiti delle polveri sottili? «E' indubbiamente andata molto meglio rispetto agli anni passati. Teniamo conto che sono due i fattori che influiscono sulle polveri sottili: le fonti emissive, dunque il traffico e il riscaldamento; le condizioni meteorologiche, quindi la frequenza delle precipitazioni». Però quest' anno è stato contraddistinto dalla siccità, senza la pioggia che pulisce l' aria ti aspetti livelli di polveri sottili alti. «Vero, quest' anno ha piovuto poco, ma lo smog non dipende solo da quello: ci sono anche altri fattori meteorologici che incidono molto sulle pm10, a partire dall' alta pressione, che tiene bloccata l' aria. Va meglio, al contrario, se c' è stata una ventilazione significativa. In questo 2017 c' è stata una maggiore ventilazione dell' aria». Solo questo? «No, dobbiamo parlare di una concomitanza di fattori positivi tra un minore impatto delle fonti emissive e condizioni meteorologiche più favorevoli che hanno portato la città di Roma a non avere tanti sforamenti dei livelli di polveri sottili come in passato». Anche se ancora non è matematico che riusciremo a restare sotto il limite delle 36 giornate visto che siamo a quota 21... «Sì, tecnicamente è così, ma è altamente improbabile, dovremmo essere davvero sfortunati, arrivati a questo punto del 2017 con un numero così basso di sforamenti». Può avere inciso il fatto che è stato un anno caldo e dunque abbiamo acceso meno il riscaldamento? «Anche questo è un fattore importante. Ma in realtà dobbiamo pensare a una coincidenza di elementi che vanno a incidere sul fenomeno delle polveri sottili. Ad esempio avere rinnovato il parco auto è stato fondamentale, chi in passato diceva che era inutile, sbagliava». Una cosa però va detta con chiarezza: non bisogna abbassare la guardia, non bisogna pensare che il problema è risolto e non tornerà. «Certamente, per carità, su questo non ci sono dubbi. Per l' Italia resta il problema numero uno; la qualità dell' aria nella nostra città, anche per Roma, resta una questione serissima, esige interventi strutturali importanti, con la riduzione del traffico, trasporto pubblico più diffuso, interventi sulle emissioni da riscaldamento. Pensi che la legna è altamente inquinante, anche se in pochi lo sanno. Certo, fa sorridere pensare che questo, quanto meno per il 2017 e provvisoriamente, è uno dei pochi settori in cui Roma sta meglio delle città del nord Italia. Almeno questo...». M.Ev. © RIPRODUZIONE RISERVATA.