Testata La Repubblica
Titolo Eternit, reato declassato "No all' omicidio volontario"
Di che cosa stiamo parlando Ha fatto storia il processo Eternit, aperto nel dicembre 2009 a Torino su quasi tremila vittime. Il pm Raffaele Guariniello, con un' indagine unica al mondo, aveva contestato a Stephan Schmidheiny e Louis De Cartier, morto nel frattempo, il disastro ambientale doloso. Pesanti le condanne: 16 anni in primo grado e 18 in appello. Ma la Cassazione aveva prescritto tutto. Altrettanto tormentato il processo "Eternit bis" su altre 258 vittime. torino L' effetto della sentenza della Cassazione rischia di essere impietoso: delle 258 vittime dell' amianto che compongono il processo "Eternit bis", più della metà potrebbe essere stralciata dalla prescrizione. Oltre 150 decessi per i quali sarebbe negata giustizia alle famiglie che hanno sperato nell' azione della magistratura torinese. I giudici della prima sezione della Corte suprema, infatti, hanno ritenuto inammissibile il ricorso presentato dalla procura di Torino per riportare a omicidio doloso l' accusa contro il magnate svizzero Stephan Schmidheiny, assistito dall' avvocato Astolfo Di Amato, e per ricongiungere in un' unica aula i filoni del processo, ora spezzettati in quattro tribunali. Il fallimento del ricorso ha portato con sé una conseguenza dirimente: l' omicidio volontario non si prescrive, quello colposo sì. E dall' elenco delle parti lese fatte entrare nel giudizio si dovranno cancellare tutti coloro che - tra ex lavoratori e residenti nelle zone contaminate dalle fibre cancerogene - sono deceduti prima del 2005. Poi, man mano che andrà avanti l' iter giuridico, la tagliola della prescrizione si abbasserà ulteriormente. « Tuttavia questo non significa che i processi per amianto finiranno in un nulla e la colpa cosciente è comunque un reato grave che comporta una pena rilevante», spiega Raffaele Guariniello, il magistrato che aveva dato il via al colossale processo contro Eternit, che contava quasi tremila parti offese. «A contrastare la prescrizione, poi, ci saranno purtroppo sempre altri casi più recenti che dovranno essere inseriti nei fascicoli. Altre vittime che man mano continueranno a verificarsi per effetto della lunga incubazione del mesotelioma pleurico che, si stima, avrà un picco di malati fino al 2035», continua Guariniello, che dopo la pensione ha lasciato nelle mani del pm Gianfranco Colace la missione di portare avanti la battaglia contro l' amianto istruendo il processo "Eternit bis" che include 258 vittime riferite ai quattro stabilimenti di Casale Monferrato, Cavagnolo, Rubiera dell' Emilia e Bagnoli. Durante l' udienza preliminare enl novembre 2016, però, il gup di Torino Federica Bompieri aveva derubricato il capo d' imputazione in omicidio colposo e per effetto di quella decisione aveva "spezzettato" il procedimento assegnandolo a quattro tribunali competenti per territorio: Vercelli, Torino, Reggio Emilia e Napoli. Una decisione verso la quale il pm Colace ha presentato ricorso in Cassazione, supportato dal procuratore generale Francesco Saluzzo e dal sostituto Carlo Maria Pellicano. Ma ieri i giudici di piazza Cavour, così come richiesto anche dalla pg Delia Cardia, hanno stoppato il tentativo di riunificare il processo, cristallizzando così lo spacchettamento. Scandalizzati gli avvocati di parte civile: «I familiari delle vittime per cui è stata dichiarata la prescrizione faranno ricorso alla Corte europea per i diritti dell' uomo », spiega l' avvocato Ezio Bonanni. Mentre i colleghi Marco ed Esther Gatti che assistono il Comune di Casale sottolineano come rimanga «aperta la strada delle cause civili per i risarcimenti». Il fatto che ci siano quattro diversi tribunali a gestire i processi significa che ci si potrebbe aspettare decisioni diverse a seconda dei magistrati che andranno in aula. Per esempio Napoli, quando ha ricevuto il fascicolo, in autonomia ha cambiato il capo d' imputazione facendolo tornare all' omicidio doloso. E lo stesso potrebbe accadere a Torino martedì, all' apertura del dibattimento. Gli avvocati delle parti civili infatti chiederanno alla procura torinese di aggravare le ipotesi di accusa. E sulla scia lo stesso potrebbe avvenire a Reggio Emilia e a Vercelli, competente per Casale, dove sono stati trasferiti i casi di 243 vittime su 258. «Non ci tiriamo certo indietro - afferma il procuratore capo di Vercelli, Pier Luigi Pianta - ma insisterò su un adeguamento del personale: soprattutto tra i magistrati e il personale amministrativo in questo momento sotto organico». «Fare quattro processi può essere più complicato ma non bisogna disperare - è l' invito di Guariniello - Pensiamo che all' estero non riescono a farne nemmeno uno e ci vedono con meraviglia, si domandano come facciamo. In Francia, per esempio, un procedimento contro Eternit è appena stato archiviato». © RIPRODUZIONE RISERVATA Respinto il ricorso della procura di Torino che chiedeva un unico rito e di procedere per l' accusa più pesante Probabile che scatti la prescrizione. Ma ogni tribunale potrebbe anche decidere in modo diverso RICCARDO ANTIMIANI/ ANSA La manifestazione Familiari di vittime dell' amianto davanti alla Cassazione il 19 novembre 2014, quando la Corte annullò le condanne del il primo processo.