Testata Italia Oggi
Titolo Digitale, una sfida da cogliere
Si è ormai giunti all' apertura del IX Forum dei giovani professionisti, dove ci si confronterà sulle modalità e sull' efficacia delle risposte che il mondo della professione sta fornendo ai cambiamenti del contesto competitivo. Si prenderà il via con l' analisi critica dello sviluppo di forme aggregative e di specializzazione delle competenze, per proseguire indagando sull' impatto che il processo di digitalizzazione sta provocando nel mondo delle professioni e delle imprese. Gli eventi di questi ultimi giorni manifestano l' estrema delicatezza di uno dei primi temi trattati: le specializzazioni. All' indomani della dichiarazione d' inammissibilità del relativo emendamento è ancor più necessario dibattere in maniera responsabile e costruttiva sulle criticità, tuttora esistenti, riguardanti la regolamentazione della materia. Il progetto delle Saf, dalla sua nascita alla presentazione dell' emendamento, è stato più volte tratteggiato come un progetto rivolto ai giovani. È difficile interpretare come questo obiettivo può coniugarsi, con lo sbarramento a cinque anni; di buon senso l' annunciata volontà di ridurlo a due. In quest' ultima ipotesi è necessario, per arginare le barriere all' ingresso, che questo parametro si concretizzi nella simultanea maturazione delle competenze d' aula e sul campo. Le criticità più volte evidenziate continuano a risiedere principalmente nelle modalità di accesso alle specializzazioni. La mancanza di un meccanismo correttivo avrebbe, come conseguenza, quella di rendere i giovani colleghi dei meri «cottimisti intellettuali», allontanandoli definitivamente dall' essenza della nostra professione. I giovani sono al centro del successivo tema. Ci troviamo di fronte a una nuova «rivoluzione industriale» che sta investendo anche il mondo professionale. Le prospettive di mercato richiedono strutture sempre più articolate che sappiano consigliare il cliente sotto ogni profilo con professionisti qualificati, flessibili, trasversali e specializzati per aree di competenza. I costi per la gestione di studi che rispondano a tale complessità diventano sempre più onerosi e rischiano, se non attraverso la ricerca di forme evolute di «aggregazioni», di non essere sostenibili. Confrontarsi sull' innovazione significa anche compiere un' inversione di tendenza nel rapporto tra professione e digitalizzazione, fin' ora caratterizzato da una professione che ha in sostanza subito tale processo. I professionisti, e in particolare i dottori commercialisti, sono stati considerati strumenti a «costo zero» utili per portare a compimento la digitalizzazione del fisco italiano senza che per questo venisse loro riconosciuto alcun merito. Fanno riflettere le parole del direttore di Infocamere, Paolo Ghezzi, che illustrando lo stato dell' arte del livello di digitalizzazione di professionisti ed imprese italiane, riscontra come le aziende italiane sono al 25esimo posto (su 28) nel Digital economy society index 2016, mentre i professionisti italiani siano tra i più preparati a livello europeo. La rivoluzione digitale che ha investito il fisco in maniera dirompente, necessita di un più articolato dibattito interno alla nostra categoria. Il riconoscimento del valore aggiunto in termini consulenza, da una parte, e il forte ancoraggio alla gestione degli adempimenti fiscali e della contabilità, dall' altra, sono forze solo apparentemente dicotomiche e contrastanti. L' Unione è sempre più determinata nell' accettare questa sfida tesa a combattere la resistenza culturale al cambiamento stimolando i giovani verso una consulenza in maggior misura «knowledge intensive». Non è possibile pensare di fermare il passo alla digitalizzazione, occorrerà tuttavia procedere per gradi, non potendo prescindere nel percorso dal coinvolgimento dei commercialisti, che da sempre sono stati chiamati a dare concretezza, soprattutto in ambito fiscale, a tali processi. L' obiettivo del Forum è quello di tracciare un cammino per orientarsi nel nuovo posizionamento della nostra professione cercando di fornire risposte, soprattutto a chi rischia di pagare il prezzo più alto: i giovani commercialisti.