Testata Il Sole 24 Ore
Titolo Corsia veloce per i capitali esteri
Se la burocrazia è uno dei peggiori nemici di chi vuole investire, da ieri l' Italia promette ai cittadini non europei che vogliono effettuare un investimento o una donazione di grandi dimensioni nella nostra economia o nel nostro patrimonio culturale un visto lampo di durata biennale (prorogabile per 3 anni) ottenibile entro un mese. E con gli adempimenti burocratici al minimo: la domanda per il nulla osta si potrà fare interamente online con una procedura bilingue (italiano o inglese), centralizzata e semplificata caricando informazioni e documenti in una apposita piattaforma (www.investorvisa.mise.gov.it). L'«investor visa for Italy» - anticipato sul Sole 24 ore del 30 novembre scorso e presentato ieri dal ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda - potrà essere richiesto da chi si impegna a effettuare un investimento e di almeno 2 milioni di euro in titoli di Stato, 1 milione in quote o azioni di società di capitali costituite e operanti in Italia (500mila euro nel caso di startup innovative) oppure una donazione di almeno 1 milione in cultura, istruzione, gestione dell' immigrazione, ricerca scientifica, recupero di beni culturali e paesaggistici. L' investimento dovrà essere effettuato entro 3 mesi dall' emissione del visto e mantenuto per tutta la sua durata. Il visto per gli investitori extra Ue replica in un certo senso il modello del visto per gli investitori in startup - finora 310 candidature (173 accettate) -, che era parte del piano Destinazione Italia, varato il 13 dicembre 2013. Quel piano partì citando 14 misure/obiettivi di attrazione degli investimenti esteri già attuati nei mesi precedenti e ulteriori 50 da portare al traguardo. A che punto siamo a quattro anni esatti di distanza? In alcun casi si è partiti e ci sono già i primi dati sui risultati. In altre situazioni, le mini riforme sono state attuate o almeno approvate e in fase di attuazione. Nel complesso, da una ricognizione effettuata dal Sole 24 Ore, siamo tra il 75 e l' 80% di attuazione. Non hanno ancora visto la luce, a esempio, il rafforzamento del tribunale delle imprese, legato alla riforma della giustizia civile, la revisione organica del contenzioso tributario e l' internazionalizzazione del sistema della formazione. Percorso compiuto a solo parzialmente per la digitalizzazione della Pa, l' unificazione in un testo unico della normativa sul lavoro, la mobilitazione degli italiani di successo all' estero per promuovere il Paese. Tra le misure approvate in modo pressoché completo rispetto alle previsioni, si possono citare il credito di imposta per gli investimenti in ricerca, la revisione dell' abuso del diritto, la riforma dei porti, il piano aeroporti, la nuova Via (valutazione di impatto ambientale). Per alcune misure ci sono a disposizione dei primi numeri: sono circa 6.500 i lavoratori "di pregio" rimpatriati (lavoratori specializzati, professionisti, manager e imprenditori di fascia medio-alta) che finora hanno sfruttato la detassazione Irpef di 5 anni (al 50% per il 2017-2020) e circa 2mila i ricercatori rientrati (per loro esenzione del reddito al 90% per 3 anni). Non ci sono ancora numeri ufficiali sulla flat tax a 100mila euro sui redditi all' estero per chi si trasferisce in Italia: una misura nata per attrarre super ricchi nel nostro Paese e che «sta già riscuotendo un buon successo», ha spiegato ieri Stefano Firpo, Dg del Mise. © RIPRODUZIONE RISERVATA.