Testata Italia Oggi
Titolo Rendite un po' più alte nel 2018
Aumenta di 507 euro il tetto annuo di retribuzione pensionabile nel 2018. L' incremento è dovuto alla cosiddetta perequazione delle pensioni, che sulla base dell' inflazione 2017 è stata fissata in via provvisoria in 1,1%. La legge n. 297/1982 sancisce infatti il principio secondo cui il limite della retribuzione pensionabile debba essere adeguato annualmente seguendo la disciplina della perequazione automatica prevista per le pensioni. Maggiorando il tetto 2017 dell' 1,1%, il plafond 2018 sale quindi da a 46.123 46.630 euro. Le fasce di retribuzione. Seguendo quanto stabilito dall' art. 21 della legge finanziaria del 1988 (n. 67/1988), le pensioni liquidate con decorrenza compresa tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2018 devono essere calcolate, per ogni anno di contribuzione versata, in misura pari: al 2% della retribuzione annua pensionabile sino a 46.630 euro (tetto di base per il 2018); all' 1,5% per la fascia eccedente il 33%; all' 1,25% per la fascia compresa tra il 33 e il 66% e all' 1%, infine, per l' ulteriore fascia di retribuzione annua pensionabile eccedente il 66%, ossia per l' eventuale quota eccedente 77.406 euro. Dal 1° gennaio 1993 (riforma Amato, dlgs n. 503/1992), l' ammontare della pensione retributiva è costituita dalla sommatoria di due distinte quote (A+B): la prima (A) corrispondente all' importo relativo all' anzianità contributiva acquisita sino a tutto il 31 dicembre 1992; la seconda (B) corrispondente all' importo del trattamento relativo all' anzianità acquisita dopo il 1° gennaio 1993. La stessa riforma Amato, oltre ad allungare gradualmente il periodo di riferimento circa la base pensionabile (gli ultimi 10 anni sono andati a regime dal mese di maggio 2001), ha apportato modifiche anche alle aliquote di rendimento da applicare alla retribuzione oltre il tetto. Pertanto, per il calcolo della quota B (riferita alla contribuzione maturata dopo il 31 dicembre 1992), fermo restando il 2% per ogni anno di contributi sulla fascia di retribuzione fino al tetto, le aliquote di rendimento per la quota eccedente sono state rettificate come segue: 1,6%, per ogni anno di contribuzione, della fascia eccedente il 33% del tetto; 1,35%, per ogni anno di contribuzione, della fascia compresa tra il 33 e il 66% eccedente il tetto; 1,10%, per ogni anno di contribuzione, della fascia compresa tra il 66 e il 90% eccedente il tetto e 0,90%, per ogni anno di contribuzione, della fascia eccedente il 90% del tetto (88.597 euro). La quota C. In seguito all' ulteriore riordino (riforma Fornero, legge n. 214/2011), per le pensioni con decorrenza dal 1°gennaio 2012 in poi, il calcolo della rendita deve tener conto anche di una ulteriore quota (C), riferita all' anzianità acquisita successivamente al 31 dicembre 2011. L' ultima riforma ha infatti introdotto il criterio di calcolo contributivo per tutti, compresi coloro che potevano contare su 18 anni di versamenti al 31 dicembre 1995, i quali beneficiavano del solo (e più favorevole) criterio retributivo.