Testata Italia Oggi
Titolo Una garanzia di qualità
Al via gli esami per ottenere la certificazione professionale del Tributarista ai sensi della norma Uni 11511. Ieri 19 gennaio si è tenuta la prima sessione del 2018 a Reggio Calabria. Prossime date utili del calendario promosso dalla Lapet quale «Centro di esame per la certificazione dei tributaristi»: a febbraio a Napoli, marzo a Padova e Genova, aprile a Brescia, maggio a Cagliari, giugno a Palermo. «Un riconoscimento, quest' ultimo, conferito alla nostra associazione nel 2015 dalla Fac Certifica, l' ente che sin dal 1997 rilascia certificazioni ai professionisti, a fronte del contributo che abbiamo offerto in tutti questi anni, nella promozione della certificazione del tributarista», ha spiegato il presidente nazionale Lapet Roberto Falcone. Insieme alla Fac infatti, la Lapet garantisce di operare con: imparzialità, competenza, riservatezza e trasparenza, responsabilità e sicurezza, in tutte le fasi del processo di certificazione del tributarista. Va precisato poi che, attualmente, i tributaristi sono l' unica professione nell' ambito della categoria economico-giuridica ad essere certificata a norma Uni. Pertanto, ha auspicato Falcone: «Sarebbe opportuno che anche altre professioni seguano l' iter della certificazione, un titolo spendibile in ambito comunitario. La certificazione, rilasciata da preposto ente accreditato, obbliga, per il multilateral agreement, tutti gli enti accreditatori presenti in Europa a riconoscere valida la certificazione rilasciata dall' organismo italiano. Non solo, tale qualifica può essere spesa anche a livello nazionale. Solo per fare un esempio, presso i tribunali nell' iter di ammissione all' albo dei consulenti tecnici d' ufficio». E ancora, ha evidenziato il presidente che, a distanza di quattro anni dalla pubblicazione della norma tecnica Uni del tributarista, anche il governo e le istituzioni hanno dato pieno riconoscimento al suo valore. Vale la pena citare la delibera n. 283/2016 dell' Anac (Autorità nazionale anticorruzione) che prevede che possono essere iscritti nell' Albo nazionale obbligatorio dei componenti delle commissioni giudicatrici, anche i professionisti di cui alla legge n.4/2013 e certificati a norma Uni. E ancora, l' art.6 bis, comma 1, dl 193/2016 che ha modificato il comma 2 dell' art. 63 del Dpr n. 29 settembre 1973, n. 600, ha esteso ai tributaristi qualificati e certificati la rappresentanza e assistenza dei contribuenti dinanzi agli uffici dell' Amministrazione finanziaria. Per quanto riguarda il possesso della certificazione a norma Uni 11511, ha aggiunto il segretario nazionale Lapet Giovanna Restucci: «La certificazione di parte terza è una garanzia di qualità in quanto spinge il professionista a possedere mantenere e migliorare con continuità nel tempo la necessaria competenza. Un processo, quello che porta al conseguimento e, successivamente, al mantenimento dei requisiti richiesti, che segue regole ben precise. Un sistema di certificazione di parte assolutamente terza rispetto all' associazione, capace di garantire l' aderenza della qualità della prestazione agli standard previsti dalla norma stessa». Da non sottovalutare infine il vantaggio anche dal punto di vista economico che ha oggi conseguire la certificazione. Grazie anche al pressing esercitato dalla Lapet dell' ambito di Cna professioni durante l' iter di approvazione dello Jobs act del lavoro autonomo, infatti, è possibile dedurre integralmente dal reddito di lavoro autonomo i costi relativi alla formazione e certificazione delle competenze (art.9). «Sulla scorta degli obiettivi già raggiunti, anche per il 2018 continueremo ad essere fortemente impegnati affinché i tributaristi siano sempre più qualificati e, attraverso la certificazione, possano contribuire ad un mercato serio e professionale», ha confermato Falcone.