Testata La Repubblica (ed. Milano)
Titolo A tutto " bio" dall' orto alla farmacia
È boom in Lombardia per le aziende di prodotti naturali certificati che hanno sfondato quota duemila L' agroalimentare è sempre al top del settore, mentre sul mercato cresce lo spazio per la ristorazione Hanno sfondato quota duemila le aziende «bio» lombarde. Il dato, appena registrato, rivela questa riscoperta vocazione di Milano e del Nord per l' ecologia anche a tavola. Tra queste aziende «bio» c' è la società che importa banane e commercia prodotti oltremare, aumentano i supermercati con le sezioni «bio», resiste l' agriturismo, il viticoltore e produttore di vini, l' apicoltura, il panificio, l' impresa che produce latte o caffè, il salumificio, l' orto, la fattoria, il produttore di dolci e il pasticcere di cannoli, la farmacia e - fenomeno che si va diffondendo - il ristorante con piatti realizzati esclusivamente con i prodotti « bio » . Il che dovrebbe dare la certezza, a chi sta attento alle materie prime, al glutine, ai lieviti, di uscire e mangiar sano anche fuori casa. Ora, c' è chi dice che il « bio » sia, per usare un termine di gergo, una « zanzata » , una truffa al consumatore, perché « poi vai a sapere... » . E c' è chi sostiene che il « bio » , una volta accertato, costa di più, ma ti aiuta a mangiare più sano e meglio. Comunque, al di là dei complottisti che scorgono dovunque il male, una certificazione «Bio» esiste. Il suo stesso rilascio dimostra come il settore sia in crescita. E il meccanismo è ( o dovrebbe essere) quanto meno affidabile, perché la « targa » viene data dagli organismi di controllo riconosciuti dal ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. L' ultima elaborazione della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi sui dati Infocamere, a gennaio 2018 rivela che il totale lombardo di aziende «bio» è di 2mila e 185 su 59mila e 461 italiane. Sono 639 quelle tra Milano, Monza Brianza e Lodi con certificazione, 517 a Milano, 73 a Monza e 49 a Lodi. Ovviamente, in percentuale le imprese certificate « bio » , rispetto al totale delle imprese, sono di più nel territorio agricolo e pianeggiante di Lodi ( 29 su diecimila). Mentre più basse della media regionale, che è di ventitré imprese certificate «bio» ogni diecimila, sono Milano ( 14) e Monza (10). I principali settori di imprese che hanno ottenuto la certificazione biologica sono: l' agricoltura ( 33 per cento), il commercio all' ingrosso ( quasi 27 per cento), l' industria ( 25,2 per ento), commercio al dettaglio ( 7,5 per cento) e ristorazione ( 2 per cento, fanalino di coda, ma rivelatore della tendenza). Per Giovanni Benedetti, membro di giunta della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi e direttore di Coldiretti Lombardia «L' agricoltura è tra i primi settori interessati al biologico, che poi offre materie prime selezionate anche nella fase della trasformazione. La qualità dei prodotti agricoli e dell' agroalimentare del nostro territorio è fortemente legata alla qualità della vita. Si tratta di un punto di forza apprezzato a livello internazionale. Questa riconoscibilità si riflette positivamente sia sugli scambi commerciali con l' estero che sul turismo». In effetti, sembra che una delle mete più gettonate delle gite fuori porta e delle notti nei B& B sia il « bio » : inteso come percorso, come acquisto, come recupero della dimensione « da campagna » . Dunque, una « certificazione bio», che va finire sulla visura delle imprese, sta diventando un buon «biglietto da visita». © RIPRODUZIONE RISERVATA Coldiretti: "Queste eccellenze migliorano la qualità della vita Un valore riconosciuto a livello internazionale" La spesa naturale Nei mercati e nella grande distribuzione i prodotti "bio" hanno guadagnato spazi sempre più visibili.