Testata Corriere Adriatico (ed. Pesaro)
Titolo «Caro Ceriscioli, vogliamo salvare le vite umane»
LA LETTERA FANO Il divieto di usare un defibrillatore imposto a chi non ha seguito un corso abilitante a rilasciare la prescritta autorizzazione potrebbe costituire, in casi di emergenza, un impedimento nel salvare una vita umana, tanto più che basterebbe seguire le indicazioni annesse allo strumento perché tutti siano in grado di utilizzare senza problemi il defibrillatore. Lo dichiara l' associazione Fano Cuore attiva da oltre 15 anni nella diffusione della cultura del primo soccorso e nel promuovere l' uso di tali apparecchi semiautomatici (Dae) come efficace contrasto alla morte cardiaca improvvisa. E' stato nel 2001 che l' associazione ha avviato a Fano uno dei primi progetti di defibrillazione precoce in Italia e oggi aderisce al Progetto Vita Italia che vede come capofila Piacenza, prima città europea ad avviare un progetto di defibrillazione precoce sul territorio che in questi anni ha prodotto risultati concreti in termini di vite salvate. Per diffonderlo maggiormente e coinvolgere tutti coloro che si trovassero nelle condizioni di prestare un primo soccorso, il vicepresidente di Fano Cuore, il dottor Alberto Caverni, ha scritto direttamente al presidente della giunta regionale Luca Ceriscioli incitandolo a rimuovere ogni intralcio burocratico, comunicando che in caso contrario l' associazione non richiederà l' accreditamento secondo le nuove indicazioni. «L' esperienza di questi anni dichiara il dottor Caverni - ci ha portato a maturare un parere negativo nei confronti della necessità di autorizzazione all' uso del defibrillatore, prevista dalla normativa regionale, con conseguente richiesta di corsi di formazione lunghi e inutile impegno di risorse per il rilascio delle autorizzazioni stesse da parte finora delle centrali operative del sistema di emergenza territoriale. La necessita di autorizzazione ha costituito un ostacolo alla diffusione dei Dae contribuendo ad alimentare l' erronea percezione della pericolosità di uno strumento salvavita che ha ampiamente dimostrato la sua sicurezza ed efficacia. La recente modifica da parte della Regione Marche dei criteri di accreditamento dei centri di formazione non va nella direzione di una semplificazione dell' informazione alla popolazione. Per di più l' introduzione di una tassa di 500 euro annui per i centri di formazione accreditati comporta sicuramente un aumento delle spese non necessarie. Con 500 euro si possono comprare diversi materiali di consumo (elettrodi, batterie) per mantenere efficienti i Dae, con la spesa di due anni si può comprare un defibrillatore». © RIPRODUZIONE RISERVATA.