Testata Il Giornale Di Vicenza
Titolo «Sanità, funziona il modello pubblico-privato veneto»
VENEZIA Sanità: il modello veneto di integrazione pubblico-privato funziona ed è più virtuoso di molti altri anche a livello Ue. Lo sostiene il presidente Matteo Zoppas di Confindustria Veneto in base a un' analisi appena compiuta dal Centro studi di Confindustria. La Regione Veneto, rimarca Zoppas, riesce «a garantire un' assistenza sanitaria eccellente ai suoi cittadini ed a quelli di molte altre regioni con liste d' attesa gestite in base a classi di priorità (unica regione in Italia), offerta di servizi ambulatoriali vicini alle case dei cittadini, qualità delle prestazioni e sicurezza del paziente, contenimento della spesa». È un "Distretto economico" che occupa migliaia di persone con un indotto che nella filiera si estende a centinaia di aziende. Confindustria indica il sistema sanitario pubblico-privato italiano come «uno dei principali motori dell' economia e di sviluppo del Paese (10,7% del Pil e 10% di occupazione)». «Il costo di cura e assistenza in Veneto è pari a 2 mila dollari pro capite, contro quello tedesco di 3.600 dollari. L' incidenza nel Pil per noi è di 6.8 punti contro gli 8.4 della Germania. Questa spesa virtuosa registrata in Veneto - dice Zoppas - è dovuta senza dubbio ai modelli organizzativi e di gestione della sanità regionale (si pensi alla recente positiva introduzione di Azienda Zero), ma anche all' efficienza delle sinergie realizzate tra pubblico e privato». I privati affrontano «un severo percorso di accreditamento» con requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi molto stringenti: per essere fornitori delle Ulss serve trasparenza su costi, gestione, qualità del servizio. «L' accreditamento non premia i modelli low cost con tariffe specchietto. Pubblico e privato sono dalla stessa parte nella lotta all' inappropriatezza. Per questo il modello veneto si caratterizza anche per la responsabilità dimostrata del privato accreditato ad effettuare sempre le prestazioni più utili e necessarie chieste dalla Regione, dovendo in qualche caso lavorare anche lontano dal pareggio dei costi».