Testata Il Resto del Carlino (ed. Pesaro)
Titolo Defibrillatore, ora per accreditarsi servono 500 euro
«SÌ ALLA campagna d' informazione, no alle autorizzazioni all' uso del defibrillatore semiautomatico». E' la posizione espressa dall' associazione Fanocuore in una lettera aperta al presidente della Regione, Luca Ceriscioli. Lettera nella quale l' associazione annuncia che «non chiederà l' accreditamento secondo le nuove indicazioni della Regione (che introducono una tassa di 500 euro)» e invita il presidente Ceriscioli «ad adoperarsi per il superamento dell' autorizzazione e l' avvio di campagne di informazione». Secondo il cardiologo Alberto Caverni di Fanocuore la necessità di autorizzazione all' uso del defibrillatore implica corsi di formazione lunghi e dispendiosi, che di fatto ostacolano la diffusione dei dispositivi salvavita. In pratica la Regione ha modificato i criteri di accreditamento dei centri di formazione, così, invece di andare verso una semplificazione, ha introdotto una tassa di 500 euro annui. «Con 500 euro - osserva Calaverni - si possono comprare diversi materiali di consumo (elettrodi, batterie) per mantenere efficienti i defibriatori, con la spesa di due anni se ne può comprare uno». Assicurano da Fanocuore: «Le risorse che oggi vengono impiegate nel tenere inutili registri di persone autorizzate possono essere più utilmente impiegate in campagne di sensibilizzazione e informazione alla cittadinanza. Negli aeroporti statunitensi diverse vittime di arresto cardiaco sono state salvate da persone che hanno usato il defibrillatore semplicemente seguendo le istruzioni diffuse sugli schermi». © RIPRODUZIONE RISERVATA.