Testata Avvenire
Titolo L' Ue spinge la finanza sostenibile
Sulla finanza sostenibile l' Europa fa sul serio. E ha dichiarato un preciso obiettivo: costruire il sistema finanziario più sostenibile al mondo. A questo scopo a fine 2016 la Commissione europea aveva costituito un Gruppo di esperti di alto livello sulla finanza sostenibile (Hleg), che in questi giorni dopo un anno di lavoro hanno pubblicato il loro rapporto finale. Un documento che, precisando gli spunti del rapporto provvisorio di metà luglio, fissa una serie di raccomandazioni per una roadmap europea che metta la sostenibilità 'al cuore' del sistema finanziario europeo. Come? Il documento presenta otto principali raccomandazioni, più altre trasversali o rivolte agli specifici attori del mercato (banche e assicurazioni, fondi pensione, Borse valori). Si chiede di: classificare asset e attività che possono essere definiti sostenibili; chiarire i doveri degli investitori quanto all' integrazione di fattori di sostenibilità nei processi d' investimento; promuovere regole sull' informativa che evidenzino i rischi collegati alla sostenibilità, specie ai cambiamenti cli- matici; aumentare l' accessibilità alle informazioni sulla finanza sostenibile con strategie specifiche rivolte ai piccoli risparmiatori; prevedere standard e etichette di sostenibilità, a partire dai green bond; allineare cultura e competenze del settore finanziario alle sfide della sostenibilità; promuovere infrastrutture sostenibili; includere la sostenibilità nel mandato delle agenzie europee di vigilanza. Sullo sfondo di queste richieste, ma neanche troppo dato che sono citati spessissimo nel documento, si stagliano gli Obiettivi di Sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (SDGs), quadro di riferimento globale ormai acquisito per ogni iniziativa sulla sostenibilità. Del resto l' attivazione di capitali anche privati per il raggiungimento degli SDGs, specie da parte degli investitori definiti 'consapevoli' (si parla di 180 miliardi di euro l' anno di investimenti addizionali necessari), è uno dei motivi che ha mosso l' azione della Commissione europea. Alla quale ora torna la palla, col compito di tradurre le raccomandazioni di Hleg, in tutto o in parte, in provvedimenti concreti. Che è poi la vera partita da giocare. Le intenzioni di giocarla al meglio, cioè realmente con l' obiettivo di gettare le fondamenta di un sistema finanziario più sostenibile, più stabile e resiliente ma anche più inclusivo e capace di rispondere alla sfide del futuro con quella dei cambiamenti climatici in testa, pare ci siano tutte. Il vicepresidente della Commissione di Bruxelles, Valdis Dombrovskis, già a metà dicembre, alla grande conferenza organizzata a Parigi da Onu e Banca Mondiale per i due anni dall' Accordo di Parigi, aveva annunciato che alcune misure sulla finanza sostenibile sarebbero probabilmente state prese. Ora la Commissione ha fissato per l' inizio di marzo la presentazione del Piano d' azione sulla finanza sostenibile. Che verrà discusso in una conferenza già programmata a Bruxelles per il 22 marzo. Se l' Europa fa sul serio, dunque, come tutto lascia credere, si vedrà presto. RIPRODUZIONE RISERVATA // // Anche l' Italia è in corsa nella raccolta 'a impatto' con green e social bond Se l' Europa accelera sulla finanza sostenibile, anche l' Italia alza il ritmo. In linea con quanto avviene in Europa, e nel mondo, «anche l' Italia nel 2017 ha mosso passi importanti nel mercato dell' impact investing», si legge in un' analisi di MainStreet Partners, società londinese specializzata in investimenti «a impatto» sociale e ambientale. Ci sono state emissioni di green bond da parte di player primari (Intesa SanPaolo, Enel, Hera, Alperia, Ferrovie dello Stato). E l' emissione del primo social bond, quotato sul segmento dedicato ai green e social bond aperto da Borsa Italiana a marzo, da parte di Cassa Depositi e Prestiti, per finanziare Pmi in aree depresse e/o terremotate. Nel 2017 nel mondo le emissioni di obbligazioni sociali e sostenibili sono arrivate a 15 miliardi di dollari. Quelle di green bond (dati Climate Bonds Initiative) a 155,5 miliardi di dollari. Le prospettive sono di ulteriore crescita: questi strumenti potrebbero infatti essere utilizzati sempre più da organizzazioni internazionali e banche di sviluppo per finanziare progetti allineati agli Obiettivi di Sviluppo sostenibile dell' Onu. (A.D.T.)