Testata Il Sole 24 Ore
Titolo Un diplomato su tre lavora, ma i tecnici superano il 53%
La domanda e l' offerta di istruzione continuano a non incrociarsi. Gli studenti italiani erano e restano "disorientati". Sia in classe che all' università. A dirlo è il rapporto 2018 sulla condizione occupazionale e formativa dei diplomati presentato ieri da AlmaDiploma. Che ribadisce due assiomi: nonostante i nostri ragazzi continuino a preferire il liceo, chi esce dalle superiori con un diploma professionale o tecnico lavora di più e prima; quasi un "maturato" su due è pentito della scuola e scelta e il 19% sbaglia anche l' università. Partiamo da qui. L' indagine di AlmaDiploma prende in considerazione quasi 80mila ex alunni a un anno e a tre anni dalla maturità. Alla fine delle superiori, solo il 55% del campione sceglierebbe lo stesso corso nella stessa scuola, mentre il restante 45% cambierebbe strada: oltre il 25% rivedrebbe sia scuola sia indirizzo, il 12% si sposterebbe in un altro istituto, l' 8% li modificherebbe entrambi. Un fenomeno che 12 mesi dopo cala ma non abbastanza visto che si assesta al 42 per cento. I meno appagati sono gli ex alunni dei professionali. Meglio va per chi ha frequentato un istituto tecnico o un liceo. Il "disorientamento" non passa con il diploma. Il 67% dei diplomati del 2016 si iscrive all' università. Con una ripartizione quasi in parti uguali tra materie umanistiche, scientifiche ed economiche che si accaparrano il 20% a testa. Ebbene, a un anno dal titolo, il 12% pensa di aver fallito la scelta della facoltà. Di questi il 7% abbandona e il 5% prova a cambiare ateneo o corso di laurea. Abbandoni che coinvolgono il 4% dei liceali, il 10% dei tecnici e il 20% dei diplomati professionali. Le cose non migliorano a tre anni quando sale al 19% la quota di "insoddisfatti". Passiamo alla condizione professionale. Un anno dopo gli esami, il tasso di occupazione lascia a desiderare: lavora solo il 35%, incluso il 16% che lo fa proseguendo in contemporanea gli studi. A essere messi peggio sono i liceali, fermi al 27 per cento. Meglio va per gli ex studenti di professionali (47%) e tecnici (42%). Che in un indirizzo specifico (Istituto tecnico-tecnologico - Elettronica ed elettrotecnica) arrivano al 53,5 per cento. A tre anni dal titolo il tasso di occupazione sale complessivamente al 45%: il 27% è dedito esclusivamente al lavoro, mentre il 18% studia anche. Numeri - ed è un altro dato interessante - che migliorano se viene svolta un' attività di stage o tirocinio. Stesso discorso per l' alternanza che, una volta lasciati i banchi, può aprire le porte a un' esperienza lavorativa. Direttamente connesso è anche il tema delle competenze con cui gli studenti escono dai banchi. Pure qui le note dolenti riguardano il liceo. A 12 mesi dalla maturità il 42% degli interpellati non sfrutta affatto le conoscenze apprese alle superiori, con un picco del 47% tra i liceali. Temi e numeri che andrebbero tenuti presenti sempre. E ancora di più sotto elezioni quando il dibattito sulla scuola è monopolizzato dalle ricette "docentocentriche" e troppo poco ci si sofferma sulle esigenze dei reali stakeholder dell' istruzione: i ragazzi e le ragazze. È a loro che va garantito un futuro. © RIPRODUZIONE RISERVATA.