Testata La Repubblica
Titolo Ape sociale, domande accolte solo per un terzo
ROMA L' Inps ha accolto solo un terzo delle domande di Ape sociale presentate nel 2017, circa 28 mila su 85 mila. Lasciandone per ora nel limbo di un' ulteriore istruttoria l' 11% (quasi 10 mila). Tra quelle accolte, la metà ancora non è stata pagata al 5 febbraio: in 14 mila attendono il primo assegno. Così, buona parte dei 660 milioni stanziati nella manovra di due anni fa sono finiti nel calderone delle risorse inutilizzate. Dirottati su altri impieghi. Per ora si tratta di 406 milioni, ma ancora ci sono le istruttorie da completare e gli arretrati. «I ritardi si devono imputare soprattutto alla definizione normativa poco precisa dei lavori gravosi», spiega l' Inps. Questi dunque i dati a consuntivo - che Repubblica è in grado di anticipare - dell' Ape sociale, l' indennità a carico dello Stato operativa da giugno e ideata per anticipare la pensione fino a 3 anni e 7 mesi a lavoratori disagiati, senza che questi si debbano indebitare, come avviene invece per l' Ape volontaria. Ma che tanti malumori aveva suscitato nel dicembre scorso, quando i sindacati denunciavano la situazione di molti richiedenti - gli "esodati" dell' Ape - privi di stipendio perché disoccupati (la categoria più numerosa, affiancata da chi fa lavori gravosi e dai lavoratori precoci). Privati pure di questo nuovo reddito-ponte che traghetta verso la pensione, a detta di molti patronati, per l' applicazione troppo severa da parte dell' Inps dei criteri di legge. I numeri del consuntivo - comunicati dall' Inps al Civ, il Consiglio di indirizzo e vigilanza dell' Istituto - non sembrano distanti da quelle paure. Lo stesso governo è intervenuto, con l' ultima finanziaria, per addolcire alcuni criteri. Palazzo Chigi difatti già in dicembre ridimensionava la previsione sulle domande accoglibili: dalle 54.500 della legge 2016 alle 38.500 di quella 2017. Stima quest' ultima quasi confermata, se le 10 mila istanze nel limbo Inps riceveranno l' ok finale. La situazione dovrebbe migliorare nel 2018, con 50.800 beneficiari potenziali. E di questi quasi 20 mila extra grazie proprio alle maglie allargate. Non solo. Le risorse eventualmente in sovrappiù - rispetto al miliardo e 200 milioni stanziato - non si perderanno. Ma saranno impiegate a favore dei nuovi destinatari dell' Ape sociale: donne con figli, disoccupati dopo contratti a termine, caregivers (i famigliari che assistono disabili) e le 4 nuove professioni gravose aggiunte alle 11 esistenti. Tra l' altro le domande di Ape sociale dei lavoratori in questi 4 nuovi ambiti - agricoltori, marittimi, pescatori e siderurgici - sono in sospeso. «Non abbiamo ancora le indicazioni legislative che ci consentono di individuare i nuovi richiedenti», conferma il presidente Inps Tito Boeri. «Quando le avremo, le domande dovranno essere reinoltrate e, se accettate, i pagamenti saranno retrodatati». Sempre in tema di lavori gravosi, la commissione mista guidata dal presidente Istat e prevista dalla legge - dopo l' accordo con i sindacati - per individuare nuove categorie oltre alle 15 da sottrarre all' aumento automatico dell' età pensionabile per l' aspettativa di vita (67 anni nel 2019) non si è ancora insediata. Si aspetta la registrazione del decreto alla Corte dei Conti. Ma c' è anche maretta sulle nomine dei componenti (rappresentanti di governo, ministeri, sindacati, Inps, Istat, Inail). Sul fronte dell' Ape volontario (il prestito garantito dalla futura pensione da cui decurtare le rate per vent' anni), il simulatore Inps - anche questo previsto dalla legge - continua a registrare forti accessi: 65 mila simulazioni in 24 ore e 1.350 domande di certificazione già inviate. © RIPRODUZIONE RISERVATA L' ente guidato da Boeri "I ritardi dipendono soprattutto dalla legge che non dettaglia quali sono i lavori gravosi" I nuovi dati Nel grafico i numeri dell' Ape sociale, comprensivi delle domande dei lavoratori precoci, comunicati dall' Inps al Civ, organo di vigilanza.