Testata Italia Oggi
Titolo Giovani archeologi risentiti (molto)
«Carmina non dant panem», le poesie non danno pane, ammicca un detto latino. Gli archeologi, a parte pochissimi dal nome luccicante, esprimono una categoria che, pur ritenuta utilissima e indispensabile, è la plateale dimostrazione che, almeno in Italia, «con la cultura non si mangia». Soprattutto se i soldi, che pare non manchino, lo stato preferisce darli, anziché a professionisti della cultura quali sono, appunto, gli archeologi, ai volontari che, come noto, in Italia abbondano, sanno fare lobby tanto da far diventare il volontariato, in più di un caso, una vera e propria professione. È questo è il succo di un comunicato dell' Ana (Associazione nazionale archeologi) tutt' altro che tenero nei confronti del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini. A scatenare la protesta dell' associazione la pubblicazione, da parte del ministero dei beni culturali, di «un avviso per la selezione di un' associazione di volontariato senza fini di lucro» per «la raccolta di informazioni e documentazioni inerenti il patrimonio archeologico, architettonico, storico e artistico». Si tratta, rileva l' Ana, «di una delle tante iniziative per svalutare la professionalità degli specialisti sotto un unico denominatore: la rottamazione di un' intera generazione di professionisti dei Beni Culturali, quelli che hanno trenta, quarant' anni (qualcuno anche di più) e che hanno davvero creduto che il settore avesse un un futuro e che potesse offrire opportunità professionali reali e dignitose: così non è stato e negli ultimi cinque anni si sono succedute a ritmo incalzante iniziative che considerano il lavoro un fattore accessorio nel settore dei beni culturali». Eppure, questa l' amara conclusione degli archeologi, «Franceschini aveva definito, a suo tempo, il ministero dei beni culturali come "il più importante ministero economico d' Italia". Evidentemente, nel nostro paese economia non fa rima con lavoro»