Testata L'Adige
Titolo Terzo settore in allarme
NICOLE VUILLERMIN Nelle intenzioni sarebbe dovuto essere un percorso partecipato e condiviso, tra ente pubblico da un lato e realtà socio-assistenziali dall' altro, dove un apposito organo in rappresentanza del Terzo Settore Trentino, la Consulta ristretta delle politiche sociali, potesse fungere da «megafono» nel dialogo con gli organi di governo locale e provinciale riportando pareri e valutazioni dal mondodel welfare. Ma nella definizione del «Regolamentoper l' autorizzazione, l' accreditamento elavigilanzadei servizi socio-assistenziali», pare che l' ente pubblico si sia rivelato via via più sordo e che ci siano ora diverse preoccupazioni riguardo all' ottenimento dei requisiti previsti dai nuovi dettami. È quanto emerso ieri pomeriggio durante l' incontro organizzato dalla Consulta ristretta delle politiche sociali, che ha invitato presso Villa Sant' Ignazio le realtà del Terzo Settore per fare il punto sull' agenda dei lavori, che fissa a luglio l' avvio del nuovo sistema prevedendo un periodo transitorio di due anni per adeguarsi. L' incontro di ieri arriva dopo che le nuove regole hanno ottenuto il via libera da parte del Consiglio delle autonomie, con successivo avvio in Quarta commissione dell' iter per esprimere il parere all' apposita delibera provinciale. «Ma la nostra speranza, prima che il regolamento fosse approvato in giunta provinciale e quindi blindato nell' iter amministrativo, era di poterlo visionare e confrontarci sulle perplessità emerse riguardo alla prima bozza proposta dall' assessorato», è stato rilevato dal presidente della Consulta ristretta Riccardo Santoni. «A seguito di incontri territoriali condivisi avevamo infatti stilato un documento che raggruppava le istanze raccolte, richiedendo all' assessorato provinciale di proseguire la collaborazione avendo traccia delle modifiche in itinere per capire cosa fosse stato recepito o meno, ma se apparentemente c' era una coesione di intenti, il documento ufficiale a noi è arrivato solo dopo che era già stato approvato dalla giunta». Gli adempimenti previsti, è stato sottolineato ieri, «rischieranno di andare ad erodere il servizio erogato laddove si dovranno investire tempo, risorse e denaro per il lavoro richiesto per ottenere l' accreditamento». Una riflessione diffusa, che «evidenzia un controsenso rispetto all' obiettivo di migliorare la qualità dei servizi che il regolamento stesso si pone». Tra le questioni aperte, ricorda Santoni, «la mancanza di chiarezza rispetto all' approvazione di un regolamento che più volte rimanda ad alcuni documenti chiave come il catalogo dei servizi, ma questo non è ancora stato elaborato».