Testata Corriere del Mezzogiorno
Titolo «Tradizione di famiglia , al Vinitaly i nuovi bianchi»
Nell' Antica Hirpinia la prima bottiglia di Barolo del Sud Fioravanti: «La seconda al Papa e la terza a Scalfaro» «Il vino è cultura, tradizione, famiglia. E il Taurasi è tutto questo. Un' eccellenza che porteremo anche al prossimo Vinitaly dove saremo presenti con uno stand assieme alla Regione Campania, alla Camera di Commercio di Avellino e agli altri produttori irpini. E lì presenteremo i nostri nuovi bianchi, il Greco, il Fiano, la Coda di Volpe e la Falanghina dell' Irpinia. Li presenteremo noi, in prima persona, perché ci crediamo e vogliamo trasmettere il nostro amore per i nostri prodotti a visitatori». A parlare è Fabio Fioravanti, direttore di cantina di Antica Hirpinia che a marzo ha celebrato i 25 anni di Docg del Taurasi e che si sta preparando al Vinitaly. Ma quale è la storia di Antica Hirpinia? «Antica Hirpinia nasce come enopolio oltre 30 anni fa. Dopo un periodo più o meno breve questo enopolio chiuse e la struttura andò, purtroppo in malora. Fortunatamente circa un decennio dopo si formò una cooperativa, Antica Hirpinia che per 20 anni ha dominato il settore e che vanta in effetti la prima bottiglia di Taurasi Docg, a segno dell' eccellenza made in Irpinia». Una realtà che nel 2016 ha cambiato ragione sociale? «Sì. Purtroppo a causa della crisi nonostante l' eccellenza del prodotto ci sono stati un po' di problemi. Dì qui però la rinascita. Antica Hirpinia è diventata una Srl e ha dato il via al restyling della cantina e a un ammodernamento della linea anche dal punto di vista tecnico. Gestione oculata e uve eccellenti dei nostri conferitori e del nostro prodotto, anche grazie all' enologo Riccardo Cotarella e al suo team, stanno dando nuova vita a questa realtà storica del nostro territorio». Ci racconta oggi Antica Hirpinia in numeri? «Attualmente sono stoccati oltre 12mila ettolitri di vini. Una produzione di 300mila bottiglie l' anno e che quest' anno speriamo arriverà a 500mila. Il 60% della produzione è composta di rossi e il 40% di bianchi. Tra i rossi c' è il Taurasi, ovviamente, che ha un invecchiamento di minimo tre anni di cui uno in legno. E proprio a questo proposito una parte degli investimenti più recenti è stato in Barrique per conferire una qualità ancora maggiore al nostro prodotto». Un prodotto storico, che risale anche a prima della certificazione. «Un pezzo di storia valorizzata certo anche dalla certificazione. Considerate che se la prima bottiglia è in cantina la seconda fu regalata a Papa Giovanni Paolo II e la terza all' allora presidente della Repubblica italiana Oscar Luigi Scalfaro».