Testata Corriere del Mezzogiorno
Titolo Meno pubblico e più buyer Vinitaly fa boom
Dal 15 al 18 aprile il Salone internazionale del vino A Verona per la prima volta Etiopia, Kenia e Danimarca Il presidente Danese: «Il nostro obiettivo è essere sempre più strumento di business per le aziende» Vinitaly non è solo la "vetrina" del vino italiano. Il Salone internazionale del vino e dei distillati guarda sempre di più oltre i confini nazionali e vuole diventare un punto di riferimento indiscusso per i buyer stranieri. Lo dicono i numeri dell' edizione 52, che sarà ospitata nei padiglioni della fiera di Verona dal 15 al 18 aprile: gli spazi dedicati alle cantine straniere sono aumentate del 25 per cento. Il pubblico potrà degustare etichette dei cinque continenti con molti Stati che saranno rappresentati per la prima volta, come Etiopia, Danimarca e Santo Domingo. Ma la svolta sempre più internazionale del Vinitaly non è solo data dall' opportunità di degustare i rum dei Caraibi, il Pisco del Perù o il Vermouth argentino. Nel 2017 si erano registrati a Verona 30.200 buyer di 142 Paesi e i numeri del 2018 saranno in crescita. L' attenzione ai mercati stranieri è nelle corde di un Salone che dal 2015 si vanta, unica fiera in Italia, dei visitatori che diminuiscono. «Siamo passati da 150 mila presenze di tre anni fa ai 128 mila dello scorso anno. Ma ci sono più operatori, più business e meno frequentatori ludici». Parole di Maurizio Danese, presidente di Veronafiere, che nel 2015 ha chiuso le porte al pubblico generalista nonostante il Vinitaly fosse stato sempre un appuntamento per gli addetti ai lavori. Oggi i cosiddetti wine lover troveranno spazio per degustazione ed eventi nelle piazze del centro storico di Verona (bene tutelato dall' Unesco) nel "fuorisalone" che prende il nome di "Vinitaly and the city" e che si estende anche a nord (Bardolino), a est (Soave) e sud (Valeggio sul Mincio), in una sorta di grande festival diffuso dedicato agli amanti del vino. Così tra i padiglioni della fiera ci saranno solo gli operatori professionali e le cantine, che al Vinitaly potranno creare e consolidare contatti utili per sviluppi commerciali, soprattutto all' estero. La svolta internazionale si misura anche con l' aumento del 38 per cento dei visitatori esteri sul totale. «L' Italia - continua ancora Danese - è una superpotenza enologica ma il record commerciale segnato nel 2017 (+6,2 per cento per un valore di 5,9 miliardi di euro, ndr) dimostra che cresciamo più nella qualità in vigna e in cantina che nel valore sui mercati. Per questo il nostro obiettivo dichiarato è quello di essere sempre più strumento business per le imprese del comparto». Vinitaly 2018 è più internazionale e anche più digitale con la creazione di un nuovo portale che sostituisce il vecchio catalogo degli espositori prima in versione cartacea poi in quella online. In "Vinitaly directory", raggiungibile attraverso il sito ufficiale www.vinitaly.com, è possibile cercare aziende e vini per zona di produzione, per fascia di prezzo, per bottiglie prodotte o per mercati di riferimento o per nuovi mercati su cui c' è la volontà di investire. Il portale si può consultare in tre lingue, italiano, inglese e cinese. Perché la Cina è un mercato ancora tutto da conquistare per il vino italiano ma a cui Veronafiere guarda con attenzione da anni attraverso Vinitaly International e a inviti mirati: due anni fa a Verona venne a parlare di vino e di e-commerce Jack Ma, il fondatore di Alibaba, il più grande portale cinese di vendita online. Fra i Paesi presenti con i propri buyer a Verona ci sarà per la prima volta anche il Kenya mentre Veronafiere fa sapere che è in aumento la presenza di Israele, che parteciperà con la prima azienda importatrice del Paese mediorientale. Più internazionale, più digitale ma anche più "green". Al Salone di Verona aumentano le cantine con la certificazione biologica e aumentano le etichette presenti all' Enoteca di Vinitalybio. Al padiglione 8 ci sarà ancora più spazio per i vini artigianali proposti da ViVit (Vigne, vignaioli e terroir) e la Fivi, la Federazione dei vignaioli indipendenti. L' aumento degli spazi dedicato ai vini biologici e artigianali rispecchia le tendenze di un mercato dove il consumatore è più sensibile ai temi dell' identità e della sostenibilità ambientale. Il Gdo Buyers' Club invece organizza appuntamenti b2b con le aziende che si presentano sugli scaffali della grande distribuzione organizzata. L' apertura del Salone (dal 15 al 18 aprile, orari: 9.30-18) sarà preceduta sabato 14 da OperaWine, l' evento che accoglie al Palazzo della Gran Guardia, di fronte all' Arena, 107 cantine di tutta Italia selezionate dalla rivista Wine Spectator .