Testata Avvenire
Titolo Altri 2 morti. Cisl: boicottata la patente a punti in edilizia
Lavoro. Di lavoro si continua a morire. Anche ieri due operai non sono tornati a casa. È successo sull' autostrada A21, in provincia di Asti e nelle campagne di Gadoni, in provincia di Nuoro. Nel primo incidente ha perso la vita Ylber Islami, 47 anni, operaio edile travolto e ucciso da un' auto mentre lavorava in un cantiere stradale nei pressi di Castello d' Annone (Asti). Alla guida del mezzo una donna di 39 anni, ora indagata per omicidio stradale. Andrea Musu, 42 anni di Sorgono (Nuoro), è invece morto schiacciato dal tronco dell' albero che stava tagliando. Per l' operaio forestale non c' è stato nulla da fare nonostante le ripetute manovre di rianimazione messe in atto dai sanitari. Con quelle di ieri, salgono così a 162 le vittime del lavoro dall' inizio dell' anno, secondo l' Osservatorio indipendente di Bologna di Carlo Soricelli, che da più di dieci anni si è dato la «missione civile» di dare un nome e raccontare la storia dei morti sul lavoro. Perché non restino soltanto dei numeri di una statistica. Quella di ieri è stata la giornata del lutto cittadino a Livorno. La città si è fermata per il funerale di Lorenzo Mazzoni, 25 anni, deceduto lo scorso 28 marzo nell' esplosione di un silos nel porto industriale. La salma del giovane lavoratore è stata benedetta dal vescovo Simone Giusti nel cimitero della Purificazione. «Occorre rivedere la normativa a tutela dei lavoratori e a tutela degli imprenditori che devono sapere cosa fare per poter svolgere il loro lavoro in sicurezza», ha detto il vescovo. In mattinata, a Collesalvetti, la comunità e i colleghi della Labromare hanno salutato per l' ultima volta anche Nunzio Viola, 52 anni, il secondo operaio morto nell' esplosione del serbatoio. Lutto cittadino, oggi, anche a Crotone per la morte, giovedì, di Petru Chiriac Dragos e Giuseppe Greco, operai edili schiacciati dal crollo di un muro di un cantiere. Un terzo lavoratore è ancora ricoverato in ospedale in gravissime condizioni. Proprio per studiare strategie più efficaci di contrasto agli infortuni, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha convocato per martedì un vertice con l' Ispettorato nazionale del lavoro, l' Inail e l' Inps. «Se continua così, il 2018 sarà ricordato come l' anno tragico dei morti sul lavoro », commenta, con amarezza, il segretario nazionale della Filca-Cisl, Stefano Macale. Secondo gli ultimi dati Inail, soltanto a gennaio 2018 e solo nel comparto dell' edilizia, si contano 1.473 denunce di infortunio sul lavoro. Pari a 47,5 incidenti al giorno. «Da oltre vent' anni - ricorda Macale - chiediamo l' istituzione della patente a punti per certificare il rispetto delle norme di sicurezza nelle imprese edili, ma ancora non abbiamo avuto risposte. Negli incontri ufficiali tutti si dicono d' accordo, ma poi non si muove mai nulla». Il sospetto (forte) del sindacato è che una «lobby datoriale» lavori nell' ombra per sabotare l' iniziativa. Tra l' altro inserita nel Testo Unico 81 sulla sicurezza ben dieci anni fa e non attuata per la mancanza del relativo decreto. «A questo punto - riprende Macale - proprio per rispetto di chi, quasi quotidianamente, muore nei cantieri, chiediamo a tutti di uscire allo scoperto. Insomma, chiediamo ad Ance, Artigiani e Cooperative di esprimersi pubblicamente su questi temi. Di dire con chiarezza che cosa stanno facendo per fermare questa strage. E al governo chiediamo di potenziare l' ispettorato del lavoro, che deve essere messo in condizione di lavorare con efficacia sul territorio». RIPRODUZIONE RISERVATA.