Testata L'Economia del Corriere della Sera (ed. Mezzogiorno)
Titolo LA CGIL APRE ALLA GREEN ECONOMY
La nuova strategia per le contrattazionisindacali è prevista nella piattaforma sullo sviluppo sostenibile «Al Sud assunzioni e filiere come nell'agroindustria» Recentemente è stata presentata la Piattaforma integrata per lo sviluppo sostenibile, da utilizzarsi nelle prossime contrattazioni nazionali e territoriali, con questa la Cgil diventa green, una svolta epocale obbligata - osserva Gianna Fracassi, che nel vertice sindacale si occupa di politiche economiche, fiscali e ambientali: obbligata non solo dalle normative Ue, dagli accordi di Parigi, dalle sollecitazioni della confederazione sindacale europea, ma anche dalla lunga vicenda dell' Ilva dove si vive sulla pelle della popolazione tarantina la contraddizione lavoro-ambiente. Conferma Fracassi: «Partendo dall' acciaieria jonica stiamo procedendo sulla riunificazione della dicotomia lavoro e ambiente, lavoro e salute». Un obiettivo che farà bene in particolare all' economia meridionale. È stato dimostrato che per ogni euro «green» investito se ne ricavano tre. Nel 2017, certifica la fondazione Symbola, il 33% del settore manufatturiero ha fatto investimenti «verdi», creando 320 mila posti di lavoro - di cui il 60% nel settore della ricerca e dell' innovazione - grazie anche all' incrocio di Industria 4.0. Dati confermati da Fracassi, la quale aggiunge che nel Sud la green economy - oltre che alla economia circolare «del riuso» - darebbe vantaggi a più livelli: non solo per l' aumento dei posti di lavoro, per la creazione di nuove filiere che si aggiungerebbero a quella fondamentale dell' agroindustria, ma anche per la difesa del territorio. La piattaforma, del resto, si divide in quattro capitoli: terra, acqua, aria e città sostenibili. Per queste gli effetti della svolta verde sarebbero enormi: per il riuso dei manufatti esistenti, per evitare lo spreco del suolo, per le gestione dei servizi (dalle fognature ai semafori, ai bus), per combattere gli abusivismi edilizi, per la gestione dei rifiuti, tutti temi trattati anche dalla Carta di Bologna sottoscritta dai sindaci delle 12 città metropolitane, tra cui quelli di Napoli, Palermo e Bari. Parlando di aria si pensa immediatamente alle emissioni prodotte dalle fabbriche e qui entra in ballo il tema della contrattazione su cui tutti i sindacati puntano sulla scorta del piano Onu per lo sviluppo sostenibile e sulle diverse direttive adottate dalla Ue, contrattazione che si deve basare sulla riconversione ecologica delle produzioni, sulla riduzione delle emissioni, sull' uso delle migliori tecniche disponibili, la riqualificazione del costruito, il riuso dei materiali. Il capitolo dell' acqua parte dalla inderogabile necessità dell' uso razionale della risorsa; quello della terra si incentra sulla richiesta al nuovo Parlamento di approvare la legge sul consumo di suolo e di tutelare le aree agricole; con l' aggiunta di un appello alle Regioni affinché aggiornino i piani paesaggistici per inserirli nei piani regolatori che devono diventare vincolanti. Su questo versante il ritardo delle Regioni meridionali è devastante. Dunque, la Piattaforma della Cgil può essere definita quasi un promemoria fondamentale per il nuovo Parlamento e per il nuovo governo; in particolare al nuovo ministro del Lavoro si chiederà di inserire nei futuri contratti la figura del Rappresentante per la salute, la sicurezza e l' ambiente (come già accade per il settore dei chimici).