Testata L'Economia del Corriere della Sera (ed. Mezzogiorno)
Titolo «Usare i fondi Ue per l' economia non inquinante»
Ermete Realacci, lei che è tra i fondatori di Legambiente e che oggi guida Symbola, cosa ne pensa della svolta green della Cgil? «Finalmente. I sindacati hanno sempre sottovalutato il tema dell' ambientalismo, divenuto centrale se anche il leader cinese Xi Jinping nella sua recente relazione congressuale ha usato 89 volte la parola ambiente e mai le parole socialismo e comunismo. E per restare in casa nostra, Marchionne ha annunciato che per il 2025 la metà delle auto sarà ibrida o elettriche, ma il tema investe tutti i settori produttivi, non solo quello dell' auto». C' è un ossimoro con cui fare i conti: l' Ilva, che il M5S vorrebbe chiudere: è una soluzione praticabile? «Premesso che se si vuol creare lavoro si deve investire sull' ambiente e che se il settore che più ha sofferto per la crisi, cioè l' edilizia, non è crollato lo si deve agli ecobonus e agli incentivi per la riqualificazione degli immobili, per un totale di 28 miliardi con cui sono stati creati 400mila posti di lavoro, va ricordato che l' Ilva è figlia degli anni 60 quando, per esempio, nel piano regolatore di Venezia si scriveva nero su bianco che alcune delle nuove industrie avrebbero prodotto veleni. Quanto all' Ilva negli ultimi anni si è lavorato perché diventasse una scommessa per il futuro con la bonifica dei parchi minerari, con l' innovazione produttiva e per questo non si può pensare a cuor leggero di chiudere l' acciaieria, difficilmente sostituibile. E dunque dobbiamo seguire i processi di ambientalizzazione con rigore e determinazione». Poi ci sono i piani paesaggistici: le Regioni meridionali stanno utilizzando il 12% delle risorse comunitarie per l' economia non inquinante? «Fanno poco e del resto la legge sul consumo del suolo é ferma al Senato. Ricordo, sulla scorta dei dati dell' Osservatorio di Pavia, che in campagna elettorale Gentiloni ha parlato di ambiente per il 12%, tutti gli altri leader per meno dell' 1%».