Testata Giornale di Brescia
Titolo Ats denuncia 1.200 «non conformità» ancora irrisolte
I controlli Nel 2017 sono state 4.314 le ispezioni, circa 20mila gli alimenti analizzati Sono state 4.314 le ispezioni effettuate nel 2017 dal Dipartimento veterinario e di sicurezza degli alimenti di origine alimentare dell' Ats di Brescia, per oltre 20mila campioni di alimenti analizzati e più di 2.700 impianti coinvolti. Mica paglia, a voler ben guardare. E con un grande impegno, spiega il direttore sanitario Fabrizio Speziani che sottolinea come i piani - sia nel comparto medico che in quello veterinario- funzionino secondo le cosiddette graduatorie del rischio. Vale a dire, sulla base di una «classifica» che contempla più fattori, dal fatto che i precedenti controlli non siano andati bene come dalla dimensione aziendale o dal posizionamento nella filiera agroalimentare. Complessivamente, nel 2017 l' Ats bresciana avrebbe rilevato 1.297 «non conformità» sulla base del Regolamento CE 882/2004: di queste, 365 riguardano la produzione primaria, 57 i mangimi e i sottoprodotti di origine animale e 857 l' igiene degli alimenti. Complessivamente, quelle ad oggi ancora irrisolte sono 1.138 mentre 159 sono in fase di risoluzione. Ma i numeri relativi all' attività dell' Ats non sono gli unici a meritare attenzione. A catturare l' interesse della platea è anche un altro dato: quello relativo al fatturato complessivo legato in Italia alle cosiddette «Agromafie». A parlarne è il giuslavorista Lorenzo Fantini, che nell' introdurre i lavori del convegno inquadrando giuridicamente il tema della sicurezza alimentare butta lì un numero: 15,4 miliardi di fatturato che ogni anno finiscono nelle tasche delle cosiddette agromafie, praticamente un quarto del fatturato totale. Per Coldiretti, peraltro, lastima del 2017 sarebbe ancora più alta: si arriverebbe ad oltre un 30% in più, ossia intorno ai 21,8 miliardi di euro in tutta la filiera, vale a dire tra produzione, trasporto, distribuzione e vendita. Una quantità enorme di denaro, ancora più pericoloso se si considera che «proprio le agromafie sono oggi uno dei canali privilegiati per il riciclo del denaro sporco», chiarisce il giornalista e moderatore del convegno, Dario Dongo. // A. D.