Testata Il Giornale Di Vicenza
Titolo Un bidone verde lasciato vicino ai garage e le tapparelle abbassate. Il civico 25 di via Sandri e
Un bidone verde lasciato vicino ai garage e le tapparelle abbassate. Il civico 25 di via Sandri e Menti, che da un anno e mezzo ospitava 11 richiedenti asilo, è immerso nel silenzio. La voce dell' improvviso trasferimento ha presto fatto il giro della frazione di Novale: un camion ha caricato mobili e oggetti personali, mentre i ragazzi si allontanavano a piedi. «Non hanno mai creato problemi -raccontano alcuni residenti-. Trascorrevano il tempo in giardino o si incamminavano a piccoli gruppi verso il centro. Verso sera li vedevamo prendere il pallone e andare al campo da calcio. Ma torneranno?». A togliere ogni punto di domanda è Giovanni Zarantonello, presidente della cooperativa vicentina "Maninpasta" che si occupava della gestione dei migranti: «Ce ne andiamo vista l' ostilità dell' Amministrazione e degli abitanti. Abbiamo solo e sempre incontrato ostacoli e non siamo riusciti a instaurare un rapporto di pari dignità per i richiedenti asilo. Visto che i numeri sono in calo siamo riusciti a trasferirli a Vicenza dove si sono liberati dei posti. Nel capoluogo potranno avere un inserimento nel mondo del lavoro. Il contratto d' affitto scadrà a fine agosto e per il momento lo consideriamo un possibile punto d' appoggio per emergenze e se la situazione resta stabile in quell' edificio non ne arriveranno altri. Lo teniamo aperto perché abbiamo garantito la disponibilità alla Prefettura». Parole dure che il sindaco Giancarlo Acerbi rigetta: «La collaborazione con questa cooperativa non c' è mai stata. I responsabili si sono fatti vivi solo a cose fatte e solo in seguito alla nostra convocazione. È essenziale il rispetto delle normative non solo di qualità, ma anche di sicurezza degli stabili. Abbiamo agito sempre a salvaguardia della cooperativa, dei richiedenti asilo e dei cittadini. Abbiamo aderito allo Sprar e da anni collaboriamo con operatori che lavorano con competenza. Non ci si improvvisa nel ruolo, dove sembra sempre più facile cadere nel tranello di anteporre il profitto ad un reale interesse per le condizioni di difficoltà in cui queste persone versano. Con chi sceglie di lavorare da solo e di nascosto, salvo poi lamentarsi pure, collaborare risulta più difficile». Fin dai primi giorni dell' arrivo dei migranti la situazione è stata "calda". Le precarie condizioni della palazzina erano state da subito segnalate da alcuni residenti e dopo sopralluoghi comunali si era prospettato lo sgombero anche per una perizia statica che aveva certificato l' inadeguatezza della copertura, del solaio e della soletta esterna, l' inagibilità del sottotetto e la mancanza di certificazioni dell' impianto elettrico e termico. A febbraio 2017 erano arrivati la dichiarazione di messa in sicurezza e la certificazione termoidraulica. © RIPRODUZIONE RISERVATA.