Testata Libero
Titolo In Alaska è scoppiata una guerra fra uccelli russi e americani
Migliaia di cuculi scatenati ILARIA PEDRALI Un altro fronte della nuova Guerra Fredda tra Russia e Stati Uniti si è aperto, e riguarda i cuculi. Anche i famosissimi uccelli il cui canto unico al mondo è stato reso famoso dagli orologi a pendolo, si sono resi protagonisti, anche se in maniera inconsapevole, delle nuove tensioni tra Washington e Mosca. Il terreno su cui si combatte è la fredda Alaska, il 49esimo stato più grande di tutti gli Stati Uniti, che è stata interessata da una vera e propria invasione di uccelli dalla Russia. E così quando in questi giorni al Circolo Polare Artico, sulle coste dell' Alaska si è cominciato a intravvedere gli stormi di cuculi e a sentire il canto di questi uccelli migrati dalla Siberia, gli scienziati si sono messi le mani nei capelli, temendo un' ecatombe. Altro che annuncio della primavera, portato dal canto del maschio di questo uccello predatore. E così, dopo le sanzioni, le accuse reciproche seguite al caso Skripal, l' ex spia sovietica avvelenata a Londra, ora è la volta dei cuculi. Quelli russi, in particolare il cuculo comune e il cuculo orientale che vive in Siberia, anche a causa dei cambiamenti climatici negli ultimi dieci anni si stanno riversando in massa in Alaska e secondo gli scienziati stanno mettendo a rischio la popolazione degli uccelli autoctoni. VULNERABILI Tutto risiede nel fatto che i volatili americani sarebbero più vulnerabili e meno furbi di quelli siberiani, e per questo motivo lasciano "colonizzare" i propri nidi ai cuculi. Nonostante un celebre e premiatissimo film degli anni '70 parlasse di nidi dei cuculi, riferendosi però in quel caso ai manicomi, questi uccelli, definiti "parassiti della covata", sono soliti deporre di nascosto le proprie uova in nidi altrui, mimetizzandole, e lasciando alle altre specie di uccelli il compito di farle schiudere e allevarne i cuccioli. In particolare, poi, i piccoli rubano il cibo agli altri uccellini del nido facendoli così morire di fame e monopolizzando le razioni di cibo. Inoltre l' incubazione delle uova di cuculo è programmata, al fine di farle schiudere in anticipo rispetto alle altre uova delle varie nidiate. Insomma, una crudeltà senza pari. In Siberia e in altre zone della Russia gli uccelli si sono fatti furbi e, dati degli ornitologi alla mano, distruggono le uova non loro. In alcuni casi, addirittura, nascondono il nido, per renderlo invisibile ai cuculi. In America questo non succede. Un po' perché gli uccelli non sono preparati e un po' perché spesso la mamma cuculo che ha deposto le uova si accorge se qualcosa non va nel verso giusto (per lei) e in segno di ritorsione devasta il nido a colpi di becco. In questo modo gli uccelli locali allevano i piccoli cuculi, spesso sotto costrizione. Per capire che gli uccelli americani non sanno come comportarsi con il parassitismo dei cuculi, fenomeno comune solo all' 1% delle specie volatili, gli ornitologi dell' Università dell' Illinois hanno escogitato un metodo singolare: hanno stampato in 3D alcune uova di cuculo e le hanno messe nei nidi degli uccelli locali, aspettando di vedere la loro reazione. Delle 96 uova in 3D collocate nei nidi ospiti, un solo uccello ha buttato fuori l' uovo di prova. IN EUROPA Quando condussero lo stesso esperimento in Europa, però, successe che la maggior parte degli uccelli aveva distrutto le uova finte. Un fenomeno che nell' ultimo periodo sta mettendo in allarme scienziati e ornitologi che temono sia a rischio la sopravvivenza delle specie autoctone di uccelli in Alaska, che potrebbero vedere completamente distrutto il ciclo di riproduzione. Anche perché il cambiamento climatico ci sta mettendo del suo, e ha reso le coste dello stato più a nord degli Stati Uniti meta prediletta di quegli animali che hanno caldo altrove. È successo anche che a Port Heiden, piccolo villaggio di 100 anime, si stia verificando una vera invasione di trichechi: sono oltre un migliaio, giunti sulle coste dell' Alaska in cerca di cibo. Usando il ghiaccio come base per le loro immersioni a caccia di vongole e molluschi, il caldo che scioglie i ghiacci rende impossibile procacciarsi il cibo. Parallelamente ecco spiegata la migrazione dei cuculi verso l' Alaska, dove fa ancora molto freddo. E con essa il loro incremento riproduttivo. riproduzione riservata.