Testata Corriere della Sera (ed. Brescia)
Titolo Tra competitività dell' azienda e sostenibilità »non c' è contraddizione».
Tra competitività dell' azienda e sostenibilità »non c' è contraddizione». È il concetto chiave da cui parte il nuovo modo di fare impresa di Confindustria, ribadito a chiare lettere da Rossana Revello, presidente del Gruppo tecnico nazionale che lavora sul tema della «responsabilità sociale d' impresa». A supporto della propria tesi l' imprenditrice genovese - ieri a Brescia ospite di Aib - ha ricordato i numeri inequivocabili di un mondo che sta cambiando: metà delle aziende coinvolte in un sondaggio ha investito in politiche green e, di queste, il 58% ha visto crescere il proprio fatturato. La sostenibilità quindi non solo è giusta, ma conviene. Come dimostra un altro indicatore: «In Italia - ricorda l' esponente di Confindustria - sette persone su dieci sono disposte a spendere di più, se i prodotti sono realizzati da aziende sostenibili». Altro che contraddizione, l' idea che si fa strada oggi è che «la responsabilità sociale sia un elemento competitivo vincente», per dirla con le parole di Giuseppe Pasini, presidente degli industriali di Brescia. Che ieri, in sala Beretta, ha aperto i lavori di questa presentazione a tappe che punta a portare in giro per l' Italia il «Manifesto di Confindustria per le imprese che cambiano, per un paese più sostenibile». La nostra città ha ospitato il primo appuntamento di discussione sul «Manifesto» della sostenibilità. Non a caso, secondo il vicepresidente di Aib Roberto Zini «Qui c' è un tessuto imprenditoriale attento», ha detto, ponendo l' accento sul lavoro svolto anche dal Terzo settore, dal volontariato, dalla Fondazione Comunità Bresciana, da due università che hanno progetti importanti per l' ambiente, dall' attenzione del sindacato. Un mix socio-economico che richiama le aziende alle loro responsabilità, ambientali e sociali. Ma ci sono esempi di chi nella green economy ha già investito. Per esempio Ivar Spa, gruppo di Prevalle che produce tubazioni e impianti di riscaldamento e che ha scelto di utilizzare solo «energia elettrica certificata. Ossia che deriva da fonti rinnovabili. Mentre il gas è CO2 free perché una parte di quello che noi paghiamo - spiega l' amministratore delegato Paolo Bertolotti - è destinato a politiche di compensazione delle emissioni». L' azienda, che ha anche un proprio impianto fotovoltaico, è tra le quattro imprese bresciane certificate (Iso 50001) per una «gestione efficiente dell' energia». Tradotto, non basta usare energia verde, bisogna «ridurre i consumi». E questo ha spinto l' azienda a «sostituire tutte le lampade con i led, a introdurre pompe di calore ad alta efficienza con risparmi fino al 30%». Insomma, c' è una coerenza di fondo che poi viene premiata anche dai clienti: «Alcuni - ammette Bertolotti - ci hanno scelto per la nostra attenzione all' ambiente». È in corso una piccola rivoluzione. E forse tutto parte dalla consapevolezza che «non basta fare utili, bisogna creare ricchezza per tutti». Parole di Pasini, che ieri ha ricordato il progetto per istituire il «Premio Aib per l' eccellenza delle Pmi» (referente è l' imprenditrice Aib Alberta Marniga), pensato per spingere in questa direzione anche le piccole imprese. E se l' innovazione è parte dei processi di sostenibilità, la giornata di ieri si è chiusa con il conferimento dell' onorificenza di «Maestro del lavoro» a undici dipendenti di aziende associate (M. Alberti, R. Andreis, S. Cassamali, N. Gobbi, M. Linetti, F. Mario, N. Oddo, G. Pedassi, T. D. Poli, E. Taglietti, T. Turla). Un esempio, per tutti.