Testata Il Sole 24 Ore
Titolo L' avocazione divide i magistrati
Penale. Dibattito a Milano sulla nuova ipotesi che affronta i casi di inerzia del Pm nella decisione sull' azione penale Scintille ieri al Palazzo di giustizia di Milano. Sulla nuova avocazione, ma non solo. In un convegno organizzato da Unicost e dall' Ordine degli avvocati di Milano è stato fatto il punto della situazione, alla vigilia oltretutto del plenum del Csm che dovrà approvare la risoluzione messa punto sinora dalla VII commissione. Il procuratore generale della Cassazione, Riccardo Fuzio, ha sottolineato il fatto che con la norma che prevede l' avocazione in caso di inerzia del Pm dopo i tre mesi successivi alla conclusione delle indagini preliminari nel decidere sul rinvio a giudizio oppure sull' archiviazione si è tradotto nel contesto investigativo i princìpi costituzionali della ragionevole durata del processo e dell' obbligatorietà dell' esercizio dell' azione penale. Ma poi, sul campo, Fuzio ha ricordato che, all' esito del monitoraggio condotto dalla Procura generale, sono diversi gli uffici del pubblico ministero che non hanno un quadro completo dello stato dei procedimenti giacenti. Affermazione alla quale ha replicato il Procuratore di Milano, Francesco Greco, puntualizzando da una parte che nel distretto la situazione è costantemente sotto controllo e fotografata dal bilancio sociale della Procura (circa 53.000, all' anno, le notizie di reato con autore noto e 51.000 con autore ignoto). Ma poi Greco ha alzato il tiro criticando una stagione che vede a forte rischio - per effetto di una serie di norme di cui quella sull' avocazione è solo un esempio - l' autonomia e indipendenza delle Procure. Oltretutto nel momento in cui aumentano i carichi di lavoro e i riferimento sono, per esempio, all' ordine di investigazione europeo con centinaia di richieste da gestire e al progetto di riforma della Legge fallimentare. E sul tappeto ci sono poi le norme sulle intercettazioni e sulla trasmissione gerarchica della notizia di reato da parte della polizia giudiziaria. Non un progetto predeterminato magari, ma una situazione che fa rimpiangere, a detta di Greco, un almeno organico Codice Rocco. Sulla risoluzione del Csm (difesa dai consiglieri Nicola Clivio, Fabio Napoleone e Luca Palamara) si sono poi concentrate le critiche del Procuratore generale di Milano, Roberto Alfonso, che ha contestato la scelta di fare selezionare i fascicoli a rischio di avocazione allo stesso Procuratore capo. © RIPRODUZIONE RISERVATA.