Testata Il Messaggero
Titolo E l' Europa prova a dare una regola comune ai criteri di responsabilità
In Italia aumenta l' interesse verso l' investimento sostenibile. Anche se non è facile quantificare il fenomeno, i segnali sembrano univoci: una recente indagine di Doxa mostra che il 92% degli investitori retail ritiene molto importante incentivare gli investimenti sostenibili e responsabili, con un incremento del 10% rispetto a 3 anni fa. Non solo: due terzi degli investitori si dichiara disponibile ad investire in prodotti sostenibili e responsabili. Il comportamento dell' investitore retail si è uniformato a una tendenza che ha toccato prima gli investitori istituzionali, poi i private e gli affluent. L' approccio si è fatto generalizzato, nel solco dei comportamenti di chi ha più risorse da investire. Il mercato offre da tempo ai gestori una molteplicità di strumenti per orientare gli investimenti sulla base di criteri Esg (Environmental, social e governance): «Sono disponibili da più fonti analisi delle società emittenti e indici Esg sia di mercato che ad hoc spiega Manuela Mazzoleni, Direttore Operations e Mercati di Assogestioni - La normativa ha anche recentemente introdotto l' obbligo di disclosure delle informazioni non finanziarie, accrescendo il patrimonio di dati disponibili per gli investitori». Non esiste tuttavia una classificazione universale ma diversi standard definiti su base volontaria (come quelle Unpri e Gri: dietro agli acronimi ci sono soggetti privati internazionali che si preoccupano di offrire metriche comportamentali). «Il recente intervento della Commissione Europea aggiunge Mazzoleni - è un unicum a livello internazionale: un pacchetto di proposte destinate ad agevolare e regolamentare la finanza in senso sostenibile è in fase di consultazione. Parallelamente è stato costituito il gruppo di esperti che dovrà proporre a livello normativo una tassonomia condivisa delle attività economiche che possono essere definite sostenibili. Nel corso dei prossimi tre anni credo che sia lecito prevedere l' effettiva messa in atto del nuovo quadro di riferimento che consentirà di orientare e monitorare gli investimenti Sri». L' Europa si propone così di assumere un ruolo di guida a livello globale favorendo una trasformazione del sistema finanziario ed economico in senso sostenibile. «Inevitabile riconoscere che ci sia un' attenzione crescente al tema. Siamo usciti dalla nicchia: i gestori hanno verificato che le variabili Esg hanno un impatto sulle variabili finanziarie. Non si tratta di mondi separati» continua Mazzoleni. È pratica ormai diffusa anche tra gli operatori nazionali l' introduzione di valutazioni delle variabili Esg nell' ambito delle analisi di investimento anche per i prodotti non esplicitamene classificati come sostenibili. «Pure in questa categoria, comunque, è evidente una crescita del mercato: sulla base dei dati raccolti dall' Associazione conclude Mazzoleni -, infatti, il patrimonio gestito di prodotti che si dichiarano sostenibili e responsabili è raddoppiato in un anno passando dai 6 ai 13 miliardi di euro attuali». Mario Baroni.