Testata Il Messaggero
Titolo E nel paniere restò solo l' azienda etica
La strategia di Eurizon considera ormai inevitabile indirizzare gli investimenti della clientela (private e non solo) verso le imprese che assicurano sostenibilità. Non è una moda, ma un nuovo paradigma Il tema dell' investimento sostenibile è «un mantra ripetuto ad alta voce dal mondo della finanza più che dal mondo economico»: Gianluca Manca, head of sustainability di Eurizon Sgr studia da vent' anni quello che agli occhi meno esperti pare come una moda del momento. O meglio, da anni l' attenzione ai cambiamenti climatici o ai rischi ambientali (inquinamento, energie alternative, gestione del ciclo dei rifiuti) ha catalizzato l' interesse di larga parte dell' opinione pubblica mondiale. Ma solo negli ultimi tempi si è avvertito il collegamento tra un sistema produttivo più rispettoso, meno velenoso, meno pericoloso e un sistema finanziario che trova nelle sue logiche di investimento migliori opportunità proprio scegliendo di puntare sulle imprese virtuose. GLI INVESTITORI ISTITUZIONALI «In Europa sono stati proprio i comportamenti dei grandi investitori istituzionali, i fondi pensione olandesi e norvegesi in particolare, a mostrare un atteggiamento lungimirante e a scegliere per i propri investimenti i titoli delle imprese capaci di mostrare un atteggiamento responsabile nei confronti dell' ambiente e della società»: Manca pone la clientela finanziaria alla base di una sorta di catena alimentare, capace di orientare le scelte strategiche. «Poi sono arrivati i francesi continua Manca che dal 2015 hanno imposto a tutti gli investitori di interesse nazionale di verificare il peso CO2 nel loro portafoglio. Se vuoi lavorare con i francesi occorre da allora rispettare questi obblighi, che hanno avviato una rivoluzione strutturale nel mercato finanziario». Ma la fase quasi pionieristica si è conclusa con i green bond, oggi il problema è la regolamentazione e la definizione di un linguaggio comune, per essere sicuri di parlare delle stesse cose, quando si parla di investimenti Sri. «La crescita è stata tumultuosa, inutile negare che ci sia una moda. aggiunge Manca eppure si tratta di una trasformazione ormai assai concreta. Lo vediamo a esempio nell' evoluzione dell' impact investing. Fino a qualche tempo fa si trattava di una formula più legata al project finance che all' asset management, caratterizzata da una pluralità di soggetti: l' autorità geografica competente per la costruzione, il finanziatore, il controllore ed eventualmente una società finanziaria per impacchettare l' operazione in un prodotto di investimento. Oggi invece, quello che era un approccio per lo più di tipo filantropico è conosciuto per essere un modo di descrivere gli impatti ambientali e sociali derivanti da forme di investimento tradizionali» spiega Manca. GUIDA L' OFFERTA Ormai il processo della finanza sostenibile è guidato dall' offerta, non più dalla domanda. Sono le fabbriche prodotto che confezionano fondi di investimento che assicurino le migliori performance anche ambientali e sociali. «D' altronde i titoli che sono destinati a sopportare meglio le sfide del futuro sono quelli emessi dalle aziende che il futuro lo rispettano, lo rendono possibile, programmabile in modo sano e sostenibile» aggiunge il manager Eurizon. L' offerta di prodotti finanziari, secondo la visione del capo della Sostenibilità per Eurizon, oggi deve essere trasversalmente rispettosa dei criteri di sostenibilità: «Ci potranno essere prodotti finanziari di nicchia, costruiti per soddisfare le esigenze di una categoria di investitori particolarmente attenti ai temi ambientali e dei cambiamenti climatici, ma tutto il mercato è destinato a fare i conti con questo approccio. Noi di Eurizon poniamo il controllo dei fattori di sostenibilità come una premessa obbligatoria, dovuta, trasversale su tutte le imprese che emettono titoli». Di più. Conclude Manca: «Nel nostro paniere, quando le imprese che riteniamo meritevoli di entrare nei nostri fondi mostrano di non rispettare i buoni criteri Esg vengono in qualche modo richiamate all' ordine. Offriamo un anno e mezzo di tempo per adeguarsi. Se in questo lasso di tempo non rientrano nei parametri, escono inesorabilmente dal nostro paniere». Marco Barbieri.