Testata Italia Oggi
Titolo Architetti, più adempimenti e meno ricavi
Architetti (con altri lavoratori autonomi ed imprese) subissati da «una produzione legislativa elefantiaca», laddove, nel contempo, si affastellano adempimenti e più «pesanti» procedure, mentre i ricavi ingranano la retromarcia. E disponibili a bussare alle porte del governo, mettendo sul tavolo la «esigenza strategica» di «costruire sul costruito», invocando «l' elaborazione di un piano d' azione nazionale per le città sostenibili, accompagnato da un programma decennale di finanziamento strutturale per la progettazione e attuazione di interventi» orientati a «tutelare l' ambiente e il paesaggio, a favorire la coesione sociale», nonché a «migliorare la qualità abitativa». È per bocca del presidente del Consiglio nazionale della categoria Giuseppe Cappochin che gli architetti italiani, che ieri a Roma hanno vissuto l' apertura del loro VIII congresso nazionale (a dieci anni dalla precedente assise, a Palermo), hanno espresso idee e suggerito soluzioni alle istituzioni, chiedendo, tra l' altro, «con forza» che i progetti delle opere pubbliche «non vengano più assegnati sulla scorta del fatturato degli studi escludendo, per i progetti più importanti, il 98% degli studi di architettura, bensì attraverso concorsi di progettazione in due gradi, aperti, in quanto unica modalità che risponde ai principi di trasparenza, libera concorrenza, pari opportunità, riconoscimento del merito», per «permettere di selezionare il progetto» più adeguato, ha precisato. A dar man forte, insieme alla presidente del Cup (Comitato unitario delle professioni) Marina Calderone (che ha posto l' accento sul valore, sociale ed economico, delle professioni intellettuali nel paese), il vertice dell' Anac (Autorità nazionale anticorruzione) Raffaele Cantone: «La centralità della progettazione», che sta «molto a cuore» agli architetti, «consente di fare bene i lavori pubblici».