Testata Il Sole 24 Ore
Titolo «Il lavoro non si regola per decreto, il governo si confronti con noi»
CONFINDUSTRIA: PARLA ROBIGLIO «Basta guardare i numeri: non ci sembra corretto essere etichettati solo come i rappresentanti della grande industria. Vorrei specificare che dentro Confindustria oltre alle grandi e alle medie aziende ha un peso inequivocabile la parte sociale che fa riferimento alle pmi: non siamo gli unici, ma rappresentiamo una parte molto rilevante delle pmi nel manifatturiero e nei servizi». Partendo da questa riflessione Carlo Robiglio, presidente della Piccola industria di Confindustria, fa una seconda analisi: «Riteniamo come confederazione di essere interlocutori del governo quando si tratta di intervenire su temi come il mercato del lavoro visto il peso della nostra rappresentanza». Degli oltre 150mila iscritti a Confindustria, sottolinea Robiglio, oltre il 97% sono piccole e medie imprese e danno lavoro a circa 5,5 milioni di persone, in un paese dove le pmi sono circa il 98% del totale. Ciò premesso, continua il vice presidente di Confindustria, «il mercato del lavoro non si regola per decreto, ma dando la possibilità alle imprese di generare posti di lavoro». Emerge dall' atteggiamento del governo «una visione sbagliata dell' imprenditore, che ha interesse a tenere i propri addetti nella precarietà per massimizzare i profitti. Non è così, un imprenditore ha interesse a stabilizzare le persone idonee». È proprio questo uno degli effetti negativi del decreto: «Si pensa di colpire gli imprenditori con vincoli e maggiori costi ma ciò non porterà più stabilizzazioni e più posti di lavoro». © RIPRODUZIONE RISERVATA.