Testata La Gazzetta del Mezzogiorno
Titolo Bufera rifiuti all' Aro Bari 5 i sindaci studiano la soluzione
LE DITTE «BOCCIATE» DAL CONSIGLIO DI STATO STANNO MEDITANDO L' ULTIMA E ESTREMA MOSSA GIURIDICA Si ipotizza una revoca (con sospensione) della sentenza sull' appalto GIOIA DEL COLLE. Ieri mattina l' assemblea dei sindaci dell' Ambito di raccolta ottimale Bari 5, Umberto Postiglione commissario straordinario di Gioia (Comune capofila), Davide Carlucci, sindaco di Acquaviva, Giuseppe Co sola, sindaco di Adelfia, Giuseppe Nitti, sindaco di Casamassima (il primo ad avere chiesto la convocazione), Lorenzo Netti, sindaco di Sammichele e Andrea Cantadori commissario del Comune di Turi hanno preso atto della situazione venutasi a creare con la sentenza del Consiglio di Stato del 25 luglio scorso. Inoltre, è quasi certo che Cns, Cogeir e impresa Del Fiume giocheranno quasi certamente l' unica ed ultima carta in loro possesso: l' istanza di «revocazione con sospensiva della sentenza». Il 25 luglio scorso il Consiglio di Stato revoca l' appalto vinto con regolare gara nell' ottobre 2014 al raggruppamento temporaneo di imprese per la raccolta dei rifiuti dell' Aro Bari 5. In particolare, l' impresa Del Fiume Spa, non è legittimata, secondo il Consiglio di Stato, a svolgere le sue funzioni. La motivazione: «il mancato possesso da parte di questa del certificato Uni En Iso 14001 per i sistemi di gestione ambientale, espressamente richiesto a tutte le imprese dei singoli raggruppamenti concorrenti», in base al disciplinare di gara. La Del Fiume, invece, è in possesso di «certificazione Iso 14001:2004 allo scopo di progettare, installare e mantenere impianti e reti elettriche di media e bassa tensione aeree ed interrate, reti di distribuzione del gas, reti idriche e fognanti, impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, installare e mantenere cabine di trasformazione, costruire canalizzazioni per cavi e reti di energia e telefonici». La Del Fiume non ha esibito, si legge nella sentenza, «il certificato Uni En Iso 9001:2008 per i servizi di igiene urbana». Il ricorso viene inoltrato al Tar dalla seconda classificata, Ecologia Falzarano della provincia di Benevento, che perde in primo grado. Ora il Consiglio di Stato, con sentenza inappellabile dà ragione all' impresa campana. Come dichiarato dal direttore generale Aro, Giuseppe Santoiemma, Falzarano ha presentato una polizza provvisoria inferiore a quella stabilita. Si deve adesso redigere il cosiddetto ricorso istruttorio chiedendo alla Falzarano la sanzione di 50mila euro per rimanere in gara. Solo dopo questo atto, si procederà alla revoca del contratto (con Cns) ed all' affidamento dell' appalto a Falzarano. Tutto però si ferma adesso in attesa dell' istanza di revocazione delle imprese. Si tratta di un tentativo straordinario di impugnazione della sentenza del Consiglio di Stato. Chi presiede il collegio giudicante, però, è lo stesso giudice che ha emesso l' ultima sentenza anche se gli altri componenti del collegio sono diversi. Si ricorre a tale strumento perché si ritiene che la sentenza sia stata emessa in assenza di qualche documentazione che non è stato possibile depositare oppure perché si ravvisa la prova del dolo della controparte o ancora nel caso in cui il giudice del Consiglio abbia commesso un errore palese. E' difficile che lo stesso giudice ammetta un proprio errore nell' istanza di revocazione ma le imprese sono fiduciose.