Testata Corriere Adriatico
Titolo Due milioni e 52 corsi per pastai e apicoltori C' è pure il maniscalco
Nuovo bando per tramandare gli antichi mestieri e inserire i disoccupati nel tessuto produttivo locale IL BANDO ANCONA Ci sono tutti gli antichi mestieri in via di estinzione e da proteggere ad ogni costo, nel bando della Regione Marche che mette a disposizione due milioni di euro per nuovi corsi di formazione nel settore agroalimentare. Lezioni speciali per reinventarsi pastai, produttori di formaggio, enologi, apicoltori, coltivatori di olive, frutta, castagne, tartufi, piante officinali, fiori. Ma non solo. Ci sono anche stage per futuri birrai, gelatai e addirittura maniscalchi, se si vuole osare. I fondi La Regione Marche mette a disposizione 2.010.000 euro del Por Fse2014/2020 per finanziare corsi di formazione nel settore agroalimentare diretti ai disoccupati al fine di formare figure professionali specifiche che tutelino e tramandino l' arte del saper fare degli antichi mestieri marchigiani. L' avviso pubblico rivolto agli enti di formazione accreditati è stato pubblicato e il termine per la presentazione delle domande è il 18 settembre. Dove e come Sono 52 i corsi di formazione previsti nelle cinque province marchigiane a seconda della vocazione del territorio di riferimento. «Nell' ambito delle iniziative volte a favorire lo sviluppo del sistema economico locale, la Regione Marche intende supportare l' inserimento occupazionale dei disoccupati, tenendo conto dei fabbisogni formativi espressi dal tessuto produttivo - spiega l' assessore al lavoro, alla Formazione e all' Istruzione Loretta Bravi -. Nell' ambito del progetto di sostegno delle principali filiere produttive regionali rientra quella agroalimentare, un' eccellenza che primeggia sul piano della qualità, della sicurezza alimentare, dell' innovazione tecnologica d' avanguardia, della sostenibilità, della biodiversità e del rispetto della tradizione». L' obiettivo Niente di nuovo, sotto il sole perché le Marche si caratterizzano per un gran numero di piccole aziende, molto spesso a conduzione familiare che, di fronte all' impossibilità di competere sui mercati esteri in termini di riduzione del prezzo, hanno puntato sulla valorizzazione dell' unicità dei propri prodotti. «Proprio partendo dai prodotti agroalimentari tradizionali della Regione Marche e dalle richieste espresse dal territorio sono stati individuati dei percorsi formativi - spiega ancora l' assessore regionale Bravi - con l' intendo di formare il capitale umano nel settore agroalimentare in grado di tutelare, tramandare e innovare le competenze che affondano le loro radici nelle tradizioni tipiche locali delle nostre terre». Le domande Ogni ente di formazione potrà partecipare come capofila o partner ad una sola Ati/Ats e potrà presentare, per l' intero avviso pubblico, un numero massimo di 3 progetti formativi. Le domande di finanziamento vanno presentate esclusivamente per via telematica utilizzando il sistema informativo regionale Siform2. I soggetti destinatari delle attività formative sono soggetti disoccupati ai sensi delle disposizioni di legge vigenti e residenti nella Regione Marche. Saranno finanziati i percorsi di formazione finalizzati al rilascio di qualifiche o specializzazioni ricomprese nel tabulato regionale, con stage fino ad un massimo del 30% delle ore totali, e percorsi formativi di aggiornamento che mirano a trasmettere le conoscenze e le competenze necessarie per facilitare l' inserimento lavorativo dei disoccupati nel settore agroalimentare. Maria Teresa Bianciardi © RIPRODUZIONE RISERVATA.