Testata Il Tempo
Titolo Disastro autostrade. «Mai fatto controlli
Il caso A24-25 Documento choc dei Trasporti sulle mancate verifiche ai viadotti «Non c' è personale». E Toninelli conferma: «Solo 50 tecnici su 250 previsti» Antonio Sbraga Il Ministero delle Infrastrutture non è in condizioni di vigilare sulle sue strutture: dispone solo di un quinto dei tecnici previsti per l' ispezione della rete dei lavori pubblici. Ad ammetterlo è lo stesso ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli: «Gli addetti previsti per legge quando si decise, circa 10 anni fa, di costituire una agenzia di vigilanza e ispezione delle infrastrutture, dovevano essere 250. Oggi sono 100, di cui 50 amministrativi impiegati, quindi non tecnici». Il mea culpa del Mit arriva solo dopo l' ammissione di un' omissione: quella relativa ai dovuti controlli sui viadotti delle autostrade A24 e A25. Un esposto, presentato nei giorni scorsi da alcune associazioni abruzzesi, ha infatti chiesto di conoscere lo stato di sicurezza dell' infrastruttura, attualmente in concessione alla società Strade dei Parchi del Gruppo Toto. E la risposta del Ministero è disarmante: «Non è possibile, allo stato attuale, dare un riscontro sui contenuti tecnici. La drastica riduzione di personale di quest' Ufficio non ha consentito negli ultimi anni di effettuare visite ispettive adeguate per verificare lo stato di degrado delle infrastrutture assentite in concessione». E anche le associazioni allargano le braccia: «Siamo alla resa dello Stato, che attesta l' inadeguatezza dei controlli e la mancanza di risposte sulla sicurezza. Si ammettono il degrado e la necessità di urgenti lavori di manutenzione, anche ordinaria- replica il "Forum H2o" - Invieremo subito la nota del Ministero alle procure già interessate dal nostro esposto. Un documento sconvolgente, perché non solo si mette nero su bianco che non si è in grado di dare risposte tecniche ai quesiti posti, in quanto i controlli sono, testualmente, «inadeguati», ma si aderisce alle preoccupazioni delle associazioni perché le poche visite sul campo hanno comunque fatto emergere criticità rilevanti. Lo stato dei viadotti è sotto gli occhi di tutti, con ferri scoperti e ossidati e degrado del calcestruzzo, tutte questioni che ricadono nella manutenzione ordinaria». LA REPLICA DELLA CONCESSIONARIA «Piloni, viadotti e gallerie sono sicuri - garantisce Strada dei Parchi - contrariamente ai reiterati segnali di allarmismo diffusi sul territorio. Inoltre, a seguito delle ispezioni e dei controlli eseguiti da Strada dei Parchi, sono stati già redatti tutti i progetti riguardanti gli interventi più urgenti, comprese le sistemazioni delle pile dei viadotti più deteriorati; progetti già approvati dal CTA del competente provveditorato fin dal 24 maggio 2018 e da tale data fermi al Ministero in attesa del finanziamento stanziato con la legge 213/2017». E non è la sola stoccata polemica contro il dicastero, perché la società concessionaria rilancia le accuse al governo: «Per la manutenzione ordinaria dell' autostrada, la società Strada dei Parchi ha investito fino ad oggi più di 700 milioni, tutti questi interventi sono stati autorizzati e verificati nel tempo dagli uffici del Ministero. Ma è la manutenzione straordinaria, imposta dal rischio sismico, che è stata "dimenticata" dal governo. Ancora oggi, la società è in attesa dei finanziamenti necessari per completare la "messa in sicurezza" del tracciato. Finanziamenti - è opportuno ribadirlo - previsti dalla legge». Ma il ministro Toninelli assicura di essere al lavoro per creare «una squadra di tecnici e ingegneri che non c' era che possano intervenire e verificare lo stato di salute delle infrastrutture e ispezionarle in corso d' opera. La vecchia politica ha depauperato lo Stato nella funzione non solo di gestore della cosa pubblica ma anche nella sua funzione di controllore».