Testata La Provincia di Sondrio
Titolo Ospedali: «Stop a ogni azione riorganizzativa»
L' appello dei sindacati e gli amministratori scrivono agli assessori Gallera e Sertori, all' Asst e al prefetto Preoccupano i nuovi accorpamenti di reparti previsti a Sondalo e la mancata sostituzione di due primari È l' estate dell' addio al punto nascita di Chiavenna, ma non solo. Perché secondo Cgil, Cisl e Uil «quest' azienda ormai naviga a vista». E visto che la direzione è in scadenza, la richiesta è chiara: «Interrompere qualsiasi azione riorganizzativa». Un' azienda che «naviga a vista» «Alle nostre recenti grida e invocazioni ha risposto solo Asst con vane rassicurazioni, dicendoci che tutto va bene - spiegano dalle segreterie provinciali -. Purtroppo la politica, la conferenza dei sindaci e le istituzioni hanno scelto di non entrare nel merito della questione limitandosi a fare un po' di campagna elettorale». «Ci spiace constatare - aggiungono - che purtroppo avevamo ragione noi: non l' azienda, ma i lavoratori ci hanno informato che sono in programma nuovi accorpamenti di reparto a Sondalo. Porteranno a unire chirurgia generale con chirurgia vascolare e chirurgia toracica con urologia. Lo scopo è solo quello di risparmiare personale infermieristico e operatori socio sanitari». Il paradosso per i sindacati è che tempo fa due dei reparti - chirurgia toracica e vascolare - erano già stati accorpati tra loro «e oggi si procede a smembrarli». Un altro punto su cui sono chiesti chiarimenti da tempo riguarda la sorte del laboratorio analisi di Sondalo. «Le voci circolano insistenti da parte del personale. Parrebbero avanzare soluzioni - accorpamenti e trasferimento di prestazioni da un presidio all' altro - che inciderebbero sia sulla qualità del servizio sia sulle sorti dei lavoratori». La principale domanda che sorge spontanea, da Chiavenna a Sondalo, è ormai solo una. «Dove andremo a finire?». direzione in scadenza Ce ne sono però altre che si fanno strada su questo tema. «Quale progetto futuro ha in mente una direzione che fra 4 mesi è in scadenza? Ma il Poas approvato dall' azienda due anni fa prevedeva questo o altro? Chi ha buona memoria sa bene che tutto ciò non era previsto. Di fronte a tutto ciò le scuse che l' Azienda accampa sono sempre le stesse, ma intanto che fa la dirigenza? Nulla». L' analisi si concentra sul caso dei due primari "vacanti" di cardiologia e neurochirurgia. «È mai possibile che dopo mesi di assenza non solo non si è provveduto a sostituirli, ma non c' è nemmeno traccia del bando di selezione? Senza contare poi quel che riguarda i dati di "produzione" sempre più in calo, segno del fatto che i cittadini continuano a perdere fiducia nella nostra struttura e si rivolgono altrove». L' affondo finale è chiaro. «Ribadire che quest' azienda ormai naviga a vista appare la cosa più logica, ma arrivati a questo punto è necessario evitare ulteriori danni per cui chiediamo alla direzione generale di interrompere qualsiasi azione "riorganizzativa" per consentire alla nuova dirigenza di riprendere un confronto vero con istituzioni, sindaci e organizzazioni sindacali sul modello di sanità di montagna da attuare in provincia di Sondrio». «Meglio non fare che fare male», sintetizzano i sindacati, che presto scriveranno all' assessore regionale al Welfare Giulio Gallera. Dall' azienda, da noi interpellata, per ora nessuna replica Oltre alla dura presa di posizione dei giorni scorsi da parte dei sindacati, da registrare quella degli amministratori. Doppia lettera inviata ai rappresentanti in Regione Lombardia Giulio Gallera e Massimo Sertori , ma anche ai vertici di Ats e Asst, oltre che al prefetto Giuseppe Mario Scalia . Impoverimento del presidio La prima lettera parte da Chiavenna ed è firmata dal sindaco Luca Della Bitta, dal presidente della Comunità montana Severino De Stefani a e dal presidente dell' Assemblea dei sindaci della Valchiavenna Patrizia Pilatti : «Facciamo seguito all' incontro tenutosi nella sede di Regione Lombardia per evidenziare come da tale data non siano intercorsi contatti alcuni tra il territorio e chi ha responsabilità di programmazione e di gestione dei servizi sanitari. Continua però l' impoverimento del presidio con la modalità di sempre, ovvero assenza di comunicazione con il territorio, assenza di rispetto per gli impegni presi, per le istituzioni e i cittadini che rappresentiamo». «Lo studio sulle realtà ospedaliere della nostra provincia non ha visto alcun inizio e crediamo sia indispensabile sospendere ogni forma di decisione in totale difformità da quanto previsto dal Piano di Organizzazione Aziendale Strategico». In particolare la lettera chiede di evitare la riduzione o la sospensione di servizi presenti nel presidio e risolvere le problematiche evidenti da tempo manifeste e prive di risposte, informare i sindaci e la popolazione su quanto la Regione e le aziende sanitarie stanno facendo per il proposto potenziamento del presidio di Chiavenna, aprire subito un confronto serio e nel merito sul rispetto dei bisogni sanitari del territorio. Sul tema del promesso studio sulla situazione e sulle prospettive della sanità provinciale anche la seconda lettera. Stessi mittenti, questa volta la firma è di Della Bitta in qualità di presidente della Provincia e sostanzialmente stessi contenuti declinati in chiave provinciale: «Nel corso dell' ultimo incontro della Conferenza dei sindaci emerse la proposta di realizzare uno studio specifico sulla situazione e sulle prospettive della sanità in provincia di Sondrio - è stato scritto -. Da quell' incontro non abbiamo più ricevuto alcuna comunicazione in merito al percorso proposto e stiamo assistendo, nel silenzio di forme di contatto con il territorio, a un progressivo impoverimento dell' offerta di servizi». un percorso condiviso «Non possiamo accettare quello che sta avvenendo senza alcun confronto con le istituzioni del territorio. Chiediamo, pertanto, di interrompere qualsivoglia iniziativa di ridimensionamento dei servizi e di avviare tempestivamente un percorso con i sindaci condotto con serietà e nel merito delle decisioni». Indicando anche un contesto preciso per il confronto: l' assemblea distrettuale dei sindaci. Sulle prese di posizione di questi giorni l' Asst non ha rilasciato nessun commento.