Testata Il Fatto Quotidiano
Titolo Decreto Dignità non ferma l' emorragia: più precari e inattivi
Ad aumentare sono solo i lavoratori precari e i cittadini inattivi, cioè quelli che non hanno un impiego e nemmeno lo cercano, spesso perché scoraggiati. I dipendenti a tempo indeterminato, invece, continuano la discesa senza freni. Anche a luglio i dati Istat sul mercato del lavoro sono negativi. Per il secondo mese di seguito il numero totale di occupati è diminuito: questa volta di 28 mila unità (tasso di occupazione al 58,7%). Come al solito si tratta di una somma algebrica data dalla combinazione di diversi fattori: 44 mila stabili in meno, 8 mila in più con un rapporto di lavoro a termine e altri 8 mila autonomi in più. Il primo mese di operatività del decreto Dignità, con la stretta sui contratti a tempo determinato, non ha disinnescato la corsa del precariato, che ormai si registra da anni. Era prevedibile che le nuove norme non avrebbero fatto miracoli nell' immediato. Sono prima arrivate con decreto a inizio luglio, ma poi sono state modificate ad agosto con la conversione in legge (che ha previsto un periodo transitorio nel quale non si applicano l' obbligo di causale e i limiti ai rinnovi). Proprio per questo, Michele Tiraboschi, docente universitario ed esponente del centro ricerche Adapt, suggerisce cautela nell' interpretare i dati di luglio. "L' aumento del lavoro temporaneo lo osserviamo da tempo - spiega al Fatto - da quando è iniziato il travaso dall' industria ai servizi". "A luglio le aziende hanno agito in maniera schizofrenica - prosegue - alcune hanno accelerato i rinnovi prima dell' entrate in vigore del decreto, altre si sono fermate in attesa di conoscere i contenuti della conversione". Anche il dato sugli inattivi, aumentati di 89 mila unità, si potrebbe prestare a una lettura alla luce del decreto: "Una parte dei lavoratori a tempo determinato non rinnovati - conclude Tiraboschi - potrebbe essere passata nell' inattività o nel nero". I veri effetti, comunque, si potranno giudicare solo nei prossimi mesi.