Testata Il Sole 24 Ore
Titolo La consulenza è nulla se l' attività è riservata
la sentenza La società di consulenza che svolge attività riservate agli iscritti all' albo dei commercialisti, non ha diritto ai compensi, neppure per le prestazioni non strettamente protette ma corollario di queste ultime. La Corte di cassazione, con la sentenza 21015 del 23 agosto scorso, respinge il ricorso di una Srl, chiarendo la nullità - in base all' articolo2231 del Codice civile - del contratto stipulato con una società di capitali per una serie di prestazioni. La ricorrente negava in primo luogo che il lavoro, di verifica e revisione della contabilità, fosse di esclusivo "appannaggio" dei commercialisti. Ad avviso della difesa, infatti, l' attività in questione era analoga a quella svolta dai Caf. Un altro elemento di contestazione della sentenza impugnata riguardava la decisione del Tribunale di non riconoscere alcun compenso neppure per le attività che non sarebbero "protette", per le quali invece sarebbe spettato, in quanto lavoro autonomo o di impresa di servizi. Per la Suprema corte è corretta la conclusione dei giudici di merito di escludere la natura autonoma e non meramente accessoria di determinati servizi: le attività materiali da pagare erano connesse e finalizzate a quelle protette. E queste erano nettamente prevalenti. © RIPRODUZIONE RISERVATA.