Testata Italia Oggi Sette
Titolo Verso i professionisti d' Europa
Una panoramica degli interventi legislativi dell' Ue in materia di lavoro autonomo Norme nazionali al vaglio del test di proporzionalità In Europa il cantiere delle professioni è sempre aperto. Negli ultimi anni, infatti, il Parlamento Ue ha approvato una serie di disposizioni che riguardano il mondo dei lavoratori autonomi. Tutte orientate verso i pilastri su cui si basa il progetto comunitario: libertà di movimento, concorrenza e armonizzazione delle norme nazionali. In generale, abbattere le barriere e rendere il più libero possibile l' accesso ai mercati di ogni singolo paese. L' ultimo provvedimento approvato in ordine di tempo è la direttiva 2018/958 che istituisce il test di proporzionalità: ogni stato membro, prima dell' approvazione di qualsiasi norma in ambito professionale, dovrà effettuare un test per stabilire se la stessa sia o meno proporzionata ad una serie di obiettivi generali, quali la libertà di movimento, la concorrenza e l' accesso ai mercati. Ma, come detto, il test è solo l' ultimo passaggio di un percorso ricco di tappe. Tra le più importanti l' ampliamento delle possibilità di accesso ai fondi europei, grazie all' equiparazione tra pmi e professionisti e l' introduzione della tessera professionale. Alla base di tutto, le proposte elaborate dal gruppo di lavoro «promuovere l' attività delle libere professioni», nato nel 2014 con l' obiettivo di individuare una serie di linee guida per lo sviluppo delle mansioni dei lavoratori autonomi, la loro crescita e il loro consolidamento in ambito comunitario. Test di proporzionalità. L' ultimo intervento approvato, come detto, è la direttiva che introduce il cosiddetto Test di proporzionalità: la ratio della norma è che ogni stato membro, prima dell' approvazione di una qualsiasi norma che investa il mondo delle categorie professionali, deve operare un test per accertarsi che la norma sia proporzionale agli obiettivi di libera concorrenza e accesso al mercato che coinvolgono tutti gli stati membri. Per far questo devono essere rispettate quattro condizioni: le norme devono applicarsi in modo non discriminatorio, devono essere giustificate da motivi di interesse generale, essere idonei a garantire il conseguimento degli scopi prefissati e non devono andare oltre quanto necessario per il raggiungimento di tali scopi. In questo senso qualsiasi norma che limiti l' accesso alle professioni regolamentate sarà passabile solo quando è «proporzionata e giustificata» da motivi di interesse generale, ovvero pubblica sicurezza, ordine pubblico e sanità pubblica. L' obiettivo è quello, appunto, di rendere il meno complicato possibile l' accesso ai mercati per i liberi professionisti in Europa. L' altro versante affrontato dalla direttiva è quello relativo alla conformità e armonia delle varie norme nazionali: la disposizione impone, infatti, l' obbligo di comunicazione tra gli stati membri e l' istituzione di una banca dati dove verranno raccolte tutte le norme nazionali e le modifiche proposte in itinere dai vari stati. Concorrenza, libertà di movimento e armonizzazione delle norme: queste le basi della norma. Tessera professionale. La tessera è una procedura elettronica che può essere utilizzata dai alcune tipologie di lavoratori per ottenere il riconoscimento delle qualifiche professionali negli altri paesi membri. La card professionale europea non è una tessera vera e propria. È la prova elettronica del fatto che hai superato i controlli amministrativi e ottenuto il riconoscimento delle tue qualifiche professionali nel paese in cui intendi lavorare, o che rispondi alle condizioni necessarie per prestare temporaneamente i tuoi servizi in tale paese. Attualmente sono sei le categorie che possono usufruire della tessera: infermieri, farmacisti, fisioterapisti, guide alpine e agenti immobiliari. La tessera è in vigore dal gennaio 2016. In Parlamento si è discusso, poi, uno strumento evolutivo della tessera denominato E-card. La sua approvazione, però, è stata bloccata per il momento. Gruppo di lavoro. La produzione legislativa degli ultimi anni è stata (anche) frutto del lavoro svolto dal gruppo «promuovere l' attività delle libere professioni», istituito dalla Commissione europea per «valutare i bisogni specifici degli imprenditori liberi professionisti». Il gruppo ha indirizzato il suo lavoro seguendo cinque direttrici fondamentali: la formazione all' imprenditorialità, l' accesso ai mercati, la riduzione degli oneri amministrativi, il rafforzamento della partecipazione dei professionisti ai programmi europei e l' accesso degli stessi professionisti ai finanziamenti europei. In Italia, sotto questo ultimo punto di vista, l' equiparazione è stata introdotta con la legge di Bilancio 2016 (legge 208/2015) . Altre disposizioni. La normativa sulle libere professioni in Europa è variegata: le sue principali fonti sono: la direttiva 2005/36/Ce, la direttiva 2006/123/Ce e la direttiva 2013/55/Ue che modifica la prima. In più la classificazione Esco che configura tutte le professioni sulla base delle loro peculiarità andando a costituire la banca dati delle professioni regolamentate europee. Sono molti ancora i temi da risolvere (si vedano, a proposito, i box in pagina), ma il cantiere è ormai aperto e va in una direzione: garantire la concorrenza e la libertà tutelando al massimo i bisogni primari della popolazione. Sono oltre 5 milioni e 600 mila i liberi professionisti attivi in Europa (dati 2016); una categoria in continua crescita se si pensa che nel 2009 erano meno di cinque milioni. Tra gli stati membri l' Italia detiene il record di lavoratori autonomi attivi: sono più di un milione e rappresentano il 19% del totale europeo. A livello di lavoratori per abitante, l' Italia si piazza al secondo posto (17 professionisti ogni mille abitanti) dietro all' Olanda (19 ogni mille).