Testata La Nazione (ed. Umbria-Terni)
Titolo Scandalo-sanità. E Orlandi disse: «Era un' autorizzazione borderline»
L' inchiesta sulle case di cura. Ecco tutte le intercettazioni - PERUGIA - HANNO dato «un' autorizzazione balorda per Pantalla con un budget che gli aveva dato Legato (Giuseppe, ex direttore Usl 1, ndr) per i cazzi suoi». E' il 27 aprile 2017 Walter Orlandi, il numero uno della Sanità a Palazzo Donini, dopo una vita al vertice dell' Azienda ospedaliera parla con Gianni Giovannini, dirigente del Servizio accreditamento della Regione Umbria - che ha recentemente preso il posto di Antonio Perelli, in pensione. Sono in ufficio ma nessuno sa che i carabinieri del Nas hanno piazzato le 'cimici'. Intercettando manager e professionisti privati, anche se non indagati (come risulta per Orlandi e Giannini). L' INCHIESTA è quella sull' accreditamento dei privati - Umbra Salus e Clinica Lami - che ha messo nei guai nove persone tra manager pubblici e titolari delle strutture private. Tra questi nomi non compaiono né Orlandi, né Giannini, ma la conversazione - una delle migliaia sottolineate dagli investigatori - è significativa di come, stando anche a quanto sostenuto dai pm che parlano di accordi 'atipici' e 'abusivi', in quelle autorizzazioni qualcosa non tornava. «Quella è un po' borderline e ora gli rompono i coglioni», chiosa Orlandi. In particolare - secondo la procura - la Umbra Salus e la Clinica Lami avrebbero effettuato visite ambulatoriali e piccoli interventi chirurgici (in oculistica e ortopedia) grazie a «contratti abusivi» o, in «assenza di gara pubblica» anche nelle strutture pubbliche. ORLANDI - trascrivono i Nas - dice che «quella era a mò di cappella, anche perché ci sono due aspetti una truffa, no truffa comunque (incomprensibile). Questo qui c' aveva un' autorizzazione... un pochino... borderline... io la feci nel 1999 ...de quei tempi intanto non c' era sta attenzione... poi c' aveva l' autorizzazione alla degenza, me costava meno...ma questo non c' aveva una convenzione sulla degenza, quindi dovevi fa una gara...». PER I PM Michele Adragna e Gemma Miliani il danno alle casse del servizio sanitario regionale è di circa un milione di euro. A vario titolo, i magistrati contestano l' abuso d' ufficio e il falso in atto pubblico: nel mirino cinque delibere della Usl 1. Nei mesi serrati di accertamenti gli investigatori hanno pedinato e fotografato gli indagati: in albergo, al bar con i politici. E poi hanno 'microfonato' auto, uffici e ascoltato i telefoni. Materiale depositato con la chiusura delle indagini e, in alcuni casi confluito anche in altre indagini in corso. Dice ancora Giannini: « Questo c' aveva un ambulatorio di base autorizzato e poi si era espanso... quando c' era Antonio (Perelli, ndr) e gli aveva dato degli accessi presso la Clinica Lami un paio di giorni al mese per alcuni interventini. A me m' ha chiesto di modificargli gli accessi poi abbiamo visto con il Nas che era tutta una cosa che non si poteva fare perchè non ti posso accreditare una struttura che tu ce vai a noleggio cioè, non può essere che tu sei titolare di un budget e te lo vai a spendere in strutture che te pare a te, perché l' accreditamente è fondato sull' individuo, sulla struttura e sull' organizzazione». Il 3 maggio 2017 sempre Giovannini spiega a un collaboratore: «Umbra Salus aveva chiesto di fare attività dentro la struttura ambulatoriale e anche in proiezione esterna per sala operatoria, va l' Asl fa il sopralluogo e gli dice ok per le attività ambulatoriali e no per quelle extra ambulatoriali. Antonio mette ok nella determina sia per l' ambulatoriale che... andando contro il parere dell' Azienda». E il collaboratore: «E' un abuso vero e proprio, un abuso di potere». Erika Pontini.