Testata La Stampa
Titolo Un' alleanza internazionale in difesa dei geoparchi
i risultati del forum sulle dolomiti la cornice non poteva essere più immaginifica. Una valle alpina incastonata tra i versanti granitici dell' Adamello e i pinnacoli calcarei delle Dolomiti di Brenta. Ecco la location dell' ottava Conferenza internazionale dei Geoparchi Unesco che si è conclusa venerdì sera a Madonna di Campiglio: una rete mondiale di 140 siti dove le ricchezze geologiche e ambientali si coniugano con la necessità di uno sviluppo sostenibile per le popolazioni del luogo. È stata l' edizione dei record: 850 delegati, 1000 partecipanti, 64 nazioni e tutti i continenti rappresentati, 411 contributi scientifici ricevuti. «La più grande conferenza finora realizzata, in termini di partecipazione, qualità delle presentazioni, interesse» conferma Nickolas Zouros, professore di geologia e geomorfologia dell' Università dell' Egeo e presidente del Global Geoparks Network. Nella valle alpina racchiusa fra l' Adamello e le Dolomiti di Brenta sono arrivati anche rappresentanti dei geoparchi del Cile, del Perù, della Nuova Zelanda e dell' Australia, che non fanno parte della rete, ma che hanno voluto vivere l' atmosfera di un confronto globale e presentare le loro candidature (25 aspiranti solo tra centro e sud America). Parallelamente all' assemblea principale si sono svolti altri meeting: working group e incontri dei tre network regionali, Europa, Asia-Pacifico, America Latina-Caraibi. Molto soddisfatto anche il padrone di casa, Joseph Masè, presidente del Parco naturale, e Geoparco, Adamello-Brenta. «Abbiamo discusso di molti temi e sfide future: conservazione, scienza e ricerca, protezione del patrimonio geologico e naturale, sviluppo sostenibile, educazione, rischi geologici, cambiamenti climatici, comunicazione. Rafforzati i legami che ci uniscono nel segno della concretezza: we take action è il nostro motto». L' organizzazione è stata impeccabile, all' altezza della collaudata ospitalità del Trentino: non era scontato, perché una manifestazione con così tante nazioni partecipanti non si era mai vista qui, nemmeno per le gare di Coppa del mondo di sci alpino. La geo-diversità La comunità globale dei Geoparchi sostiene il rafforzamento della cooperazione tra popolazione locale, scienziati e altri esperti, industrie turistiche, comuni, governi centrali. Promuove il collegamento tra il patrimonio geologico e gli altri aspetti naturali e culturali di ogni area, dimostrando che la geo-diversità è il fondamento di tutti gli ecosistemi e la base dell' interazione umana con il paesaggio. L' estrema diversità è ciò che caratterizza la rete: i geositi vanno dalla Muraglia cinese alle penisole finlandesi, dai deserti asiatici alle caldere vulcaniche della Tanzania, dai ghiacciai islandesi alle Dolomiti trentine, dalle coste rocciose del Canada alle isole Shetland. Le differenze diventano ricchezza da condividere, ma anche consapevolezza che occorre agire subito per salvare il pianeta e le popolazioni che lo abitano. L' urgenza la esprime bene Zouros, citando il caso Mediterraneo: «Tutti gli ambienti che si affacciano sul Mare nostrum sono paesaggi culturali, nei quali uomo e natura convivono da migliaia di anni. Noi promuoviamo l' interazione sostenibile uomo-natura, perché l' ambiente deve aiutare le popolazioni delle aree agricole e perché l' Europa rurale sta morendo nonostante le politiche dell' Ue. Lo sviluppo dell' agricoltura intercetta solo i grandi produttori e i prodotti più diffusi (latte e olio, ad esempio) e non la diversità delle aree protette». La biodiversità Zouros si dichiara convinto che la biodiversità sia un' enorme risorsa, anche economica: «Dobbiamo puntare sull' alta qualità dei prodotti locali, in Italia specialmente». La conferenza si è chiusa con un momento toccante: nella cerimonia finale i 13 Geoparchi entrati a far parte della grande famiglia globale nel 2018 sono stati premiati con targhe in legno intagliato, realizzate da persone disabili che vivono nel territorio del Parco Adamello-Brenta. Le stesse mani abili hanno confezionato mille stelle alpine in stoffa, una per ogni partecipante. Commovente standing ovation e arrivederci in Corea del Sud nel 2020. La Stampa ha seguito tutto l' evento, raccogliendo testimonianze, esperienze, progetti e buone pratiche. Articoli e video sono disponibili in una pagina speciale della sezione Montagne sul sito web (http://www.lastampa.it/societa/montagna/speciali/conferenzageoparchicampiglio). BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.