Testata Corriere della Sera
Titolo «Clima, siamo lontani dagli obiettivi di Parigi Emissioni 2018 in rialzo»
Lo scenario Birol (Iea): il prezzo del petrolio resterà sotto pressione Cattive notizie. Il mondo sta andando indietro invece che fare progressi per limitare il riscaldamento globale. «Quando guardiamo ai trend climatici attuali e ai dati sulle emissioni di tutti i Paesi, sfortunatamente osserviamo che siamo lontani dagli obiettivi di Parigi. Invece di un calo sostanziale, nel 2017 abbiamo registrato un aumento delle emissioni globali e, dopo aver visto i dati del primo semestre, non sarei sorpreso che quest' anno avremo un ulteriore aumento per il secondo anno consecutivo. E' una grande sconfitta, inattesa e indesiderata: invece di avvicinarci ai target fissati a Parigi, ci stiamo muovendo nella direzione opposta», sostiene Fatih Birol, 60 anni, turco, direttore esecutivo dell' Agenzia internazionale per l' energia (Iea). Perché le emissioni aumentano invece di diminuire? «I combustibili fossili dominano ancora il sistema globale dell' energia. Trent' anni fa la quota dei combustibili fossili era pari all' 81% dell' energia totale. Esattamente come oggi, nonostante le nuove tecnologie, le energie rinnovabili, l' efficienza energetica, e le politiche ambientalistiche di molti Paesi». La percezione comune è diversa. «Però questo ci dicono i numeri. I combustibili fossili sono molto ostinati. In Asia abbiamo un' enorme quantità di centrali elettriche a carbone, con un' età media di 11 anni. Questo significa altri 40 anni di fumo, visto che l' aspettativa di vita è di 50 anni». Quindi è colpa dei Paesi emergenti? «Una grande parte delle emissioni viene dall' Asia, ma non fa differenza. Una volta che l' anidride carbonica prodotta a Milano, a Shanghai o a Detroit finisce nell' atmosfera, l' effetto è lo stesso: l' atmosfera è una sola». Quando dice Asia, intende in particolare la Cina? «No, tutti i Paesi asiatici. Anche se riconosco che stanno facendo molti sforzi per migliorare, a cominciare dal governo di Pechino, che guida la rivoluzione tecnologica per l' energia pulita. Anche l' India spinge molto sull' energia solare. Ma il loro punto di partenza è molto diverso. Sia la Cina che l' India, ma anche l' Indonesia e altri Paesi del subcontinente asiatico, sono economie dominate dal carbone da tantissimi anni, e cambiare il sistema energetico richiede molto tempo. Il paradosso è che non abbiamo tempo: se non ci muoviamo in fretta, il conto sarà estremamente costoso». Quanto tempo abbiamo? «L' accordo di Parigi prevede che nel 2020 vedremo il picco delle emissioni, per poi avere una riduzione progressiva. Ci restano ancora 2 anni, vedremo che succede. Ma non sono molto ottimista». L' amministrazione Trump ha disdettato gli accordi di Parigi. E' anche colpa anche degli Stati Uniti se le emissioni aumentano? «E' un trend globale». Alcuni mesi fa c' erano rumors che l' America stesse negoziando dietro le quinte un modo per rientrare nell' accordo alle condizioni di Trump. «Non mi risulta». Quale impatto avranno le auto elettriche nella riduzione delle emissioni? «Grazie ai forti sussidi dei governi, stimiamo che circoleranno 300 milioni di auto elettriche entro il 2040. Ma con un impatto inferiore all' 1% sulle emissioni globali, perché oggi le automobili sono responsabili solo dell' 8% delle emissioni; e perché usano a loro volte energia. Le auto elettriche però riducono l' inquinamento nelle città». Il prezzo del petrolio è tornato intorno ai 70 dollari. Che cosa prevede per i prossimi mesi? «Un' ulteriore stretta sul mercato, con nuove pressioni sui prezzi. La domanda globale di petrolio è molto forte, circa 1,4 milioni di barile al giorno, soprattutto da parte di Cina e India. Ma dal lato dell' offerta, ho due grandi preoccupazioni. Il Venezuela in appena due anni ha dimezzato la sua produzione agli attuali 1,2 milioni di barili, e ci aspettiamo un ulteriore declino. Inoltre esistono seri dubbi sulla capacità di export di alcuni produttori chiave come l' Iran, la Libia e la Nigeria. Perciò se non ci sono aumenti significativi da parte di Arabia Saudita e altri produttori Opec, potremo vedere nuovi rialzi dei prezzi». Che prezzo vede a fine anno e per il 2019? «Per legge, non posso dirlo. Ma temo che le quotazioni continueranno a salire. Dipenderà molto da cosa succederà in Medio Oriente e dalle scelte dei grandi produttori, come l' Arabia Saudita».