Testata Avvenire
Titolo Maternità per freelance Protesta su Twitter per le tutele «bloccate»
Jobs Act autonomi La riforma c' è ma usufruirne è un terno al lotto. Da qui la mobilitazione su Twitter all' insegna dell' hashtag #SvegliaInps. Il Jobs Act degli autonomi, vale a dire la legge 81/2017 chiamata «Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l' articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato », contiene importanti novità per la tutela della maternità. Due i pilastri: la possibilità di accedere all' indennità di maternità (vale a dire il congedo obbligatorio due mesi prima e tre mesi dopo la nascita del bambino) anche senza astensione dal lavoro, vale a dire continuando a fatturare, il raddoppio dei mesi di congedo aggiuntivo (da tre a sei) e la possibilità di usufruirne sino ai tre anni di vita del piccolo (e non solo entro i 12 mesi dalla nascita). Si tratta di misure 'minime' volte a garantire alle lavoratrici autonome se non la parità dei diritti con le lavoratrici dipendenti almeno qualche garanzia di non dover rinunciare del tutto alla propria attività. Il problema è che l' attuazione di queste norme si sta rivelando difficile, a tratti impossibile. Agli sportelli Inps ma soprattutto sul portale la riforma si 'blocca' per problemi tecnici. Per richiedere il congedo obbligatorio si deve comunque sottoscrivere una dichiarazione di sospensione dell' attività lavorativa, i congedi facoltativi non sono ancora stati erogati e richiederli per bambini di oltre un anno non si può. A denunciare lo stato di fatto è l' associazione dei freelance italiani Acta, nata nel 2004, che nella giornata di ieri ha lanciato una protesta su Twitter. Gli iscritti alla gestione separata dell' Inps sono 1,2 milioni e versano lo 0,72% per la previdenza sanitaria, maternità compresa. Ma ne ricevono in cambio, in termini di erogazioni, solo lo 0,3%. Federico Fischanger, membro del consiglio direttivo di Acta, spiega che la mobilitazione è nata dalle segnalazioni delle lavoratrici arrivate da tutta Italia. «Il problema è che non c' è una circolare nazionale e in ogni ufficio si interpreta la questione in maniera diversa. Ma i problemi principali sono sul portale on-line che ad esempio non prevede proprio, perché non è stato modificato, di richiedere il congedo per bambini che hanno più di un anno». Diventa quindi impossibile applicare la riforma nata proprio per cercare di ridurre le disparità tra le lavoratrici autonome e le dipendenti. «Nel passato c' era molta ipocrisia e si fingeva di non fatturare durante l' astensione obbligatoria, adesso è stato riconosciuto il diritto di non perdere clienti» aggiunge Fischanger. Il problema è che le mamme in questo momento devono comunque dichiarare il falso, cioè che non stanno lavorando, per ottenere l' assegno. Ma va ancora peggio per i congedi facoltativi (retribuiti come per le dipendenti al 30%) che non vengono di fatto erogati. «Il governo dovrebbe fare più attenzione alla famiglia e al welfare» è l' appello di Acta. La rivoluzione digitale da una parte e la crisi economica dall' altro stanno spingendo un sempre maggiore di lavoratori verso l' attività autonoma. E le donne sono la categoria per forza di cose più flessibile. Le tutele migliorative, introdotte dopo anni di dibattito, non possono restare sulla carta. RIPRODUZIONE RISERVATA.