Testata Italia Oggi Sette
Titolo Bar e ristoranti, le categorie a maggior rischio di controlli fiscali
Nel 2017 quattro bar ogni cento sono stati assoggettati a controlli fiscali. Stessa percentuale di verifiche fiscali di natura sostanziale hanno subito anche le attività di ristorazione (ristoranti, pizzerie ecc.). Eccole le due categorie economiche a maggior rischio di subire una verifica fiscale approfondita. Anche questi dati sono contenuti nel corposo rendiconto generale sullo stato redatto dalla Corte dei conti, secondo cui, le due categorie economiche hanno fatto registrare nel 2017 una frequenza di controlli sostanziali pari al 4,2% per i bar e del 3,8% per i servizi di ristorazione. Su percentuali simili si attestano anche le imprese operanti nel settore delle costruzioni, dove la frequenza delle verifiche fiscali di natura sostanziale fatta registrare nell' anno 2017, è stata del 3,7 e del 3,1% per le imprese dedite alle attività di intonacatura, rivestimento e tinteggiatura degli edifici. La frequenza più bassa di verifiche fiscali di natura sostanziale ha riguardato invece gli studi medici dove, il rischio di subire un controllo fiscale si è attestato nel 2017 soltanto all' 1,2%. Seguono immediatamente dopo gli studi legali con una frequenza delle verifiche fiscali pari all' 1,5%, la stessa fatta registrare nel 2017 anche dalle attività immobiliari (locazione, valorizzazione e compravendita di beni immobili propri). Passando dai dati particolari a quelli generali, la relazione della Corte dei conti evidenzia come nell' anno 2017 la possibilità di essere sottoposto a un controllo fiscale di natura sostanziale sia leggermente più elevata rispetto all' anno precedente. Da quanto emerge, scrivono nel loro rapporto i magistrati contabili, le probabilità di essere sottoposti a controllo restano, comunque, alquanto marginali: i controlli eseguiti nel 2017 costituiscono il 2,6% del totale dei soggetti considerati (nel 2016 tale percentuale era invece dell' 1,9%). Si tratta comunque di percentuali assolutamente non idonee, conclude la relazione della Corte dei conti, «... a realizzare una adeguata deterrenza rispetto ai comportamenti evasivi di massa che caratterizzano la realtà fiscale italiana». L' auspicio espresso dalla magistratura contabile che non può che essere condiviso, è dunque quello di un potenziamento dei controlli fiscali che costituiscono necessariamente il naturale complemento del pur auspicato utilizzo preventivo e persuasivo dei dati in possesso del sistema informativo.