Testata Corriere della Sera
Titolo Le piccole imprese tra sviluppo e nuova finanza
La Lente La fine del «quantitative easing» avrà conseguenze su costi e disponibilità del credito bancario. Un' attesa che ha rappresentato il tema preliminare nel convegno «Società a responsabilità limitata, piccola e media impresa, mercati finanziari: un mondo nuovo?», promosso dalle fondazioni Centro nazionale di prevenzione e difesa sociale Courmayeur Mont Blanc. Due giorni di dibattito sulle nuove forme di finanziamento e di accesso al mercato, tra necessità di raccogliere risorse per lo sviluppo e tutelare i risparmiatori. Particolare attenzione è stata riservata a Borsa e strumenti come Pir e Eltif, che si propongono di incrociare domanda e offerta di investimento. «Non può esserci mercato senza un' adeguata tutela degli investitori e non c' è tutela degli investitori senza un mercato dei capitali efficiente», ha detto il commissario Consob Carmine Di Noia, mettendo in guardia sul rischio che un eccesso di regolamentazione possa portare a un mercato vuoto. Siamo in una fase nuova e, ha detto Massimo Doris di Banca Mediolanum, «è importante favorire con strumenti adeguati di lungo termine il contributo del risparmio allo sviluppo del Paese: l' 1% delle attività finanziarie delle famiglie corrisponde a circa 42 miliardi. Quando proponiamo i Pir ai clienti, loro sono consapevoli che così possono far crescere l' Italia». E se Cristina Balbo di Intesa Sanpaolo ha illustrato i criteri qualitativi di valutazione del merito di credito per startup e pmi, Barbara Lunghi di Borsa Italiana ha descritto l' impegno per estendere l' accesso al mercato per le piccole aziende, Alvise Biffi, presidente Piccola industria Confindustria lombarda ha spiegato: «Per l' 80% delle piccole aziende è difficile sia il credito bancario sia avere accesso, per cultura e oneri, a strumenti alternativi di finanziamento». Secondo Marco Cantamessa del Politecnico di Torino «ci sono due Italie, di cui una non ce la fa».