Testata Affari & Finanza
Titolo Così le privatizzazioni aiutano il debito
Va analizzato ad esempio come gli Stati, privati della possibilità di debito pubblico aggiuntivo, possano approvvigionarsi delle risorse necessarie per i programmi di investimenti necessari alla realizzazione delle infrastrutture e dei servizi. Prima ancora di essere un concessionario infatti, l' azienda regolata (a capitale privato o pubblico) è un generatore di indebitamento sostenibile e a prezzi bassi. Debito che poi restituirà nel tempo di utilizzo di quel bene o servizio attraverso un sistema di corretta remunerazione. Il Ministro Savona in un recente intervento sulla stampa, ha elencato i programmi di investimenti da attivare di Eni, Terna e altri per diverse decine di miliardi di euro. La strada è quella giusta, ma va considerato che questi investimenti partiranno solo se quelle aziende si indebiteranno per farli partire. E ciò avverrà facilmente solo in un ambiente regolato, perché qualunque investitore si fiderà più che l' utente elettrico paghi la bolletta della luce ogni mese piuttosto che i Ministri dell' Economia garantiscano i flussi finanziari per realizzare quelle opere. Il cuore del problema pare essere quello di potersi dotare di una regolazione efficace, trasparente, e che contemperi al meglio l' interesse pubblico con quello dei concessionari (spesso lo Stato stesso), magari con un sistema di incentivi adeguato ed un enforcement credibile. Ci si potrebbe allora chiedere come mai il rapporto regolatore - regolato sia spesso oggetto di critiche o comunque venga giudicato a rischio di avvantaggiare o svantaggiare una parte. Premesso che la regolazione italiana, soprattutto in alcuni settori (l' energia ad esempio) è un' eccellenza nello scenario internazionale e che vertici e dirigenti delle nostre Autorità sono preparatissimi e realmente indipendenti, probabilmente la difficoltà sta in una certa sua "instabilità". Se infatti contrai bilateralmente degli impegni e fissi delle regole condivise per un certo periodo di tempo, devi poi chiedere a tutti di rispettarle senza cambiarle e senza chiedere di cambiarle. Quando, più o meno spesso, questo patto non viene rispettato, si finisce in un' area di contrattazione che stressa la proficua relazione tra pubblico e privato. Inoltre solo regole certe e stabili permettono un accesso al debito ad un costo basso e una pianificazione degli investimenti con orizzonti temporali lunghi. Il pubblico faccia il pubblico e stabilisca regole che non cambino ad ogni piè sospinto. E i concessionari facciano (bene) i concessionari e contraggano impegni al giusto profitto, consapevoli di doverli rispettare fino in fondo, senza vantaggi aggiuntivi e senza scorciatoie. In questo quadro emergerà più chiaramente il valore del nostro sistema di regolazione: un buon sistema che, al passo con i tempi e con l' innovazione, potrà offrire servizi ai cittadini e delineare sempre meglio il ruolo dello Stato- arbitro che quei servizi è chiamato a garantire a tutti, con una fruizione economicamente sostenibile e in assoluta sicurezza. * Adjunct Professor Luiss Business School © RIPRODUZIONE RISERVATA.