Testata Giornale di Sicilia
Titolo Inclusione sociale nei quartieri Mancano gli enti per i servizi
Assistenza Entro fine anno da impegnare 2,5 milioni. In due mesi hanno chiesto l' accreditamento solo in 8. L' appello di Mattina Giancarlo Macaluso Il settore sociale del Comune fa il pieno di finanziamenti. Da qui a fine anno si metteranno in circolo qualcosa come 20 milioni di euro, dei 67 complessivi che l' amministrazione è riuscita a convogliare su progetti di inclusione. Ce n' è uno, il servizio educativo territoriale, per il quale bisogna impegnare 2,5 milioni entro la fine dell' anno. Un bando aperto che richiede l' accreditamento degli enti che vogliono partecipare all' azione nelle otto circoscrizioni cittadine, ma anche negli altri dodici comuni che fanno parte del distretto socio -sanitario di Palermo. In due mesi hanno presentato domanda solo in otto. Anche ammettendo che tutt' e otto abbiano i requisiti (assai improbabile come risultato), si tratta di un numero bassissimo di partecipanti, che non copre minimamente gli obiettivi del progetto. Nelle intenzioni, infatti, in ciascuna circoscrizione dovrebbero operare almeno tre enti accreditati per fornire un supporto adeguato rispetto a quanto previsto dal piano di prevenzione del disadattamento minorile e della rete di sostegno alle famiglie. Dovrebbero essere gli utenti a scegliere il soggetto che li prenderà in carico. L' azione in questione vuole ribaltare l' approccio: potenziare il servizio territoriale a scapito dei servizi di accoglienza. In sostanza, bisogna fare in modo che i minori restino nella famiglia d' origine e non vadano tolti ai genitori, se non in casi particolari ovviamente. Le prestazioni da erogare, dunque, sono di due tipi: un' attività educativa domiciliare rivolta ai ragazzini dai 6 ai 14 anni (70 in tutto). Dai 14 ai 18 anni e giovani adulti fino a 21 anni vengono seguiti, invece, presso i centri di riferimento territoriali previsti nel quartiere (sostegno previsto a 60 di loro). Programma ambizioso, in cui gli attori principali dovrebbero essere onlus, enti, associazioni, Ipab, cooperative in rado di gestire i servizi socio -sanitari ed educativi. Le risorse professionali necessarie sono un pedagogista coordinatore per minimo 8 ore settimanali, uno psicologo psicoterapeuta supervisore per minimo 8 ore mensili, un educatore ogni 3 minori presi in carico per un massimo di 18 ore settimanali. Si vuole avviare un' attività, nel caso dei bambini più piccoli, di recupero scolastico, di orientamento. La presenza fisica domiciliare di un operatore consentirà di accompagnare i minori presi in carico per attività ricreative anche in spazi aperti (passeggiate, incontri nel territorio); attività sportive da attuarsi in collaborazione con associazioni sportive e di volontariato presenti sul territorio; iniziative ricreative culturali (visione di spettacoli, visite naturalistiche, mostre). Tutto bellissimo. Ma rischia di rimanere sulla carta se gli enti non si accrediteranno e i servizi non potranno partire. «Tutte le risorse che abbiamo recuperato - spiega Giuseppe Mattina, assessore alla Cittadinanza sollidale - li stiamo immettendo nel circuito. Tuttavia - conclude l' assessore - gli enti devono innovarsi e investire di più nei servizi di prossimità piuttosto che sulle strutture di accoglienza». La prossima settimana saranno pubblicati anche i bandi per il di sagio psichico e autismo. I progetti si chiamano «Dopo di Noi con Noi» (605 mila euro), «Operatori di appoggio» (302 mila), «Inclusione socio lavorativa» (700 mila), «Intervento sociale autismo» (303 mila euro). C' è anche la gara per la realizzazione di uno spazio neutro per famiglie con problemi di conflittualità (71 mila euro), un' azione interculturale per migranti e Rom (418 mila euro), infine la realizzazione di un servizio pedagogico distrettuale per 24 mesi: il bando prevede la disponibilità di un milione di euro.