Testata La Gazzetta del Mezzogiorno (ed. Basilicata)
Titolo Nel decreto per Genova spuntano i fanghi petroliferi da smaltire nei campi agricoli
VAL D' AGRI AUMENTATI DI 20 VOLTE I VALORI DI IDROCARBURI PRESENTI NEI PRODOTTI DI DEPURAZIONE ORO NERO Il provvedimento accolto con preoccupazione in Basilicata Il Governo ha inserito nel decreto Genova un articolo che aumenta di 20 volte, rispetto alle indicazioni che vengono dalla Cassazione e dal Tar della Lombardia, i valori ammissibili di un gruppo di idrocarburi chiamati C10 e C40 contenuti nei fanghi di depurazione che si possono spandere nei campi e nei suoli ad uso agricolo. La Corte di Cassazione ha sancito che per gli idrocarburi si applica il valore limite del decreto legislativo n. 152 del 2006. Tale valore è pari a 50 mg/kg (milligrammi - chilo ). Il governo, invece, nel decreto legge su Genova, all' articolo 41, ha portato a 1000 mg/kg questo limite. Il decreto non poteva passare inosservato in Basilicata, regione agricola piena di falde acquifere, ma anche con due impianti di estrazione petrolifera e altrettanti siti di interesse nazionale da bonificare. «Toninelli e associati hanno scoperchiato il vaso di Pandora. Il sedicente governo del cambiamento con questa scelta miope e scellerata assesta un duro colpo all' ambiente e alla sicurezza alimentare della nostra regione e del Paese intero. Nemmeno nel quarto mondo avrebbero potuto osare tanto», accusa il segretario dei Radicali lucani Maurizio Bolognetti. «È sbagliato il principio - sottolinea il movimento Noscorie Trisaia - perché occorrono leggi che riducano gli inquinanti e non che li aumentino. Smaltire fanghi civili e industriali nella campagne significa mettere a diretto contatto le sostanze chimiche, anche se nei limiti di legge, con le falde e la catena alimentare. Peggio che avere una discarica». La domanda, a questo punto, per gli attivisti di Noscorie è : «Cosa faremo se si dovesse riscontrare la presenza degli idrocarburi C10 e C40 nei tanti siti da bonificare in regione? Ma soprattutto faccia mo questo appello ai parlamentari: cancellerete l' arti colo 41 durante la conversione in legge del decreto Genova?». Se il decreto non sarà modificato durante l' iter di conversione in legge, si finirebbe per spargere, nel giro di tre anni, 75 chili di idrocarburi per ettaro sui suoli agricoli italiani. Senza distinguere tra idrocarburi che arricchiscono il terreno e idrocarburi che lo inquinano. L' utilizzo in agricoltura dei fanghi derivanti dalla depurazione è infatti una possibilità che l' Unione europea non esclude. «Ma gli Stati che la applicano devono garantire un sistema di controlli efficace e separare la linea di riciclo delle acque reflue urbane (più facili da trattare) da quella degli scarichi industriali, che possono essere carichi di metalli pesanti, idrocarburi e altre sostanze tossiche», spiegano gli esperti di diritto dell' ambiente.