Testata La Verità
Titolo Con i nuovi pensionamenti lo Stato potrà assumere 90.000 prof e medici
Rischi e sfide dell' anticipo dell' età del ritiro per la pubblica amministrazione. Sarà infatti necessario sostituire 50.000 camici bianchi e 40.000 docenti. Il ministro Bongiorno: «Il turno over sarà garantito» carlo pianoBisognerebbe conoscere nei dettagli il meccanismo della quota 100. Ne potranno usufruire tutti i lavoratori con 62 anni di età e 38 di contributi? Si taglierà l' assegno per chi sceglie di andare la pensione prima del limite fissato dalla Fornero? Saranno previste finestre fisse per contenere i costi e non danneggiare alcune categorie? Qualsiasi sia la soluzione adottata, la macchina pubblica si troverà comunque a fronteggiare un esodo. Se venisse confermato il piano originale per superare la legge Fornero, si calcolano circa 160.000 dipendenti statali che, durante il prossimo anno, lasceranno il posto di lavoro. Numeri che pongono al governo un problema non derogabile: quello di rimpiazzarli. Pena la paralisi dei servizi.In particolare l' allarme arriva da due settori essenziali: la sanità e l' istruzione. C' è da domandarsi come il governo intenda affrontare la situazione per non sguarnire aule e corsie ospedaliere. La Verità ha chiesto a Giulia Bongiorno, ministro per la Pubblica amministrazione, quali siano le contromisure per evitare il blocco. Ci ha cortesemente risposto che sta lavorando, che ha ben presente il pericolo e che ci dirà quando il quadro sarà chiaro e definito. Comunque la sua idea di reclutamento non è a pioggia, piuttosto assumere nei posti giusti. La quota 100 potrebbe aprire un fronte occupazionale negli ospedali, soprattutto quelli delle zone più periferiche e disagiate. Come per esempio le valli lombarde, piemontesi e venete dove spesso ai concorsi non si presentano candidati. Il sindacato Anaao Assomed calcola che da qui a cinque anni saranno 70.000 tra medici, dirigenti, ricercatori e veterinari dipendenti delle Asl a ritirarsi, a fronte di un ricambio che arriva col contagocce a causa dei numeri chiusi all' università e del sistema delle scuole di specializzazione in perenne crisi di finanziamenti. Se si guarda ai soli specialisti che operano nei nosocomi la cifra è comunque altissima: 50.000, oltre il 60 per cento di quelli attualmente in servizio. In particolare si prevedono carenze di pediatri, internisti, chirurghi, ginecologi e cardiologi.Sostituirli non sarà facile, per il semplice motivo che non ci sono abbastanza dottori che possano subentrare. Innanzitutto a causa del numero chiuso delle facoltà di medicina che impedisce l' accesso a tanti futuri camici bianchi e poi c' è l' imbuto creato dalle scuole di specializzazione, in difficoltà per gli scarsi fondi che limitano il numero degli assegni da garantire agli specializzandi. Un meccanismo che, secondo i medici, non funziona. Come denuncia Carlo Palermo, segretario generale Anaao: «Ogni anno, a fronte di circa 10.000 laureati, solo 6.000 trovano posto in una delle scuole di specializzazione italiane. Questo vuol dire che circa 3.000 medici restano fuori, sia dai contratti di specializzazione sia dai corsi di medicina generale. Questi finiscono molto spesso con l' andare all' estero. Il risultato», prosegue, «è che nei prossimi cinque anni gli specialisti in grado di lavorare in ospedale saranno poco più di 30.000, a fronte di 50.000 pensionamenti. In questa situazione ipotizziamo un vero e proprio collasso del sistema». Come se ciò non bastasse esiste un ulteriore e duplice ostacolo all' ingresso dei medici specializzati nel sistema sanitario nazionale. Da una parte c' è il blocco del turn over deciso da molte Regioni, specialmente del Sud, per ridurre i deficit di bilancio. Dall' altra il blocco delle spese per il personale entrato in vigore con la Finanziaria del 2010, varata dall' ultimo governo di Silvio Berlusconi. E infine c' è un altro fatto da non sottovalutare: molti dottori ancora attivi lasciano volontariamente il pubblico prima di aver maturato la pensione, attratti dalle occasioni di lavoro e guadagno offerte dalle cliniche private. Una scelta sempre più frequente soprattutto in Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna.Secondo nodo che il governo deve affrontare è quello della scuola: la Cisl stima che saranno molti gli insegnanti ad approfittare della possibilità di ritirarsi con la quota 100: circa 40.000 nel solo 2019. Alle 21.000 uscite già programmate in base alla Fornero bisogna infatti sommare 20.000 insegnanti che matureranno i requisiti nel corso dei mesi venturi. Non che il fatto sia negativo in sé: si tratta, infatti, di un' occasione per svecchiare un corpo docente che è il più anziano d' Europa, con il 52,7% dei professori che supera i 50 anni. Ma il rischio è, se non si interviene subito sul ricambio, di allargare i buchi in organico, in particolare per quanto riguarda le scuole del Nord, dove già oggi si regista una carenza di insegnanti di sostegno e di matematica. Come spiega Lena Gissi, segretario generale della Cisl scuola: «Già quest' anno su 57.000 posti da coprire, ci sono state 25.000 assunzioni con docenti di ruolo, mentre 32.000 risultano scoperti per esaurimento delle graduatorie». E chiede «un piano straordinario di assunzioni in tempi rapidi, altrimenti si rischia di creare ulteriore precarietà».Come intende agire il governo? La sfida è quella di riformare i canali d' accesso stesso alle professioni, l' unico modo per garantire due servizi strategici per la società. Per quanto concerne l' istruzione il ministro Marco Bussetti vuole semplificare l' iter che porta in cattedra, accorciando i tre anni di formazione e tirocinio. Dal 2019 per diventare docente nella scuola pubblica dovrebbe bastare solo la laurea. Il Miur sta studiando concorsi ad hoc, con l' obiettivo di avere insegnanti sempre più giovani e in tempi brevi. Invece non si conoscono ancora le misure per rimpiazzare i medici. Tuttavia anche in questo settore bisognerà intervenire per finanziare le scuole di specializzazione e, forse, sul numero chiuso e troppo risicato delle università. Il ministro Bongiorno assicura comunque che il turn over sarà «garantito al cento per cento in tutte le articolazioni della pubblica amministrazione». Nei corridoi si vocifera di 400.000 assunzioni nei prossimi tre anni. Restiamo in attesa che ci spieghi nei particolari come il governo intende agire.