Testata La Stampa
Titolo Fondi per il maltempo Dietrofront del governo Ora tratta con la Bei il prestito da 800 milioni
Di Maio e Salvini tirano dritto sulla Finanziaria dopo le critiche Ue Giovedì un Cdm straordinario per decretare lo stato d' emergenza Un consiglio dei ministri straordinario in programma per giovedì, in cui verrà decretato lo stato di emergenza per le località colpite dal maltempo e in cui verranno stanziate le prime risorse per far fronte ai danni, per una cifra di almeno 250 milioni (che però non è sufficiente), recuperati dai fondi ministeriali e da quelli della Protezione civile. Somme che serviranno per «gli interventi più urgenti. Stiamo cercando di ampliare il plafond a disposizione», assicura il premier Giuseppe Conte, mentre si ipotizzano anche interventi sull' Imu. Ma al di là dell' emergenza, ciò su cui punta il governo Lega-Cinque Stelle è la prevenzione su tutto il Paese. Il piano immaginato richiederebbe - a detta del vicepremier Matteo Salvini - una cifra intorno ai 40 miliardi, impossibile però da trovare nell' immediato, a meno di non voler strappare altra flessibilità all' Europa che già ora contesta i numeri della manovra. I due partiti di maggioranza tirano però dritto sulla legge di Bilancio, incuranti della richiesta di Bruxelles di cambiarla e di una probabile procedura di infrazione. «Che parta, poi ci sarà una fase di dialogo», è il concetto espresso al Financial Times dal vicepremier Luigi Di Maio, che non escluderebbe una manovra correttiva dopo le elezioni europee. A quel punto ci sarà una Commissione diversa e le carte in tavola potrebbero dunque cambiare. I giallo-verdi scommettono insomma di rinviare le sanzioni a primavera inoltrata, anche se è possibile che arrivino prima. Il prestito della Bei Sulla prevenzione comunque il governo ha in mano i 900 milioni del piano triennale contro il dissesto idrogeologico messo a punto dal ministero dell' Ambiente, oltre a fondi destinati agli investimenti degli enti locali inseriti nella manovra, 3 miliardi per il 2019. A queste risorse si sommano poi gli 800 milioni prestati a tassi vantaggiosi dalla Banca europea degli investimenti per finanziarie opere di prevenzione. La cifra era stata concordata con la Bei dallo scorso governo, poi la procedura si è interrotta a cavallo delle elezioni di marzo. I tecnici dell' istituzione finanziaria stanno lavorando con il ministero dell' Ambiente - che inizialmente aveva respinto l' aiuto - per definire l' accordo. In pratica i soldi ci sono, quel che manca sono i progetti degli enti locali. Nell' intesa iniziale sono stati infatti elencati tutti gli interventi necessari che però non sarebbero stati completati dalle Regioni, che hanno la competenza su queste materie. La conferma che il problema sta nella progettazione arriva dai dati del dossier realizzato un anno fa da «Italiasicura», la struttura voluta all' epoca dei governi Renzi e Gentiloni e ora chiusa. In tutto, si legge, per provare a mettere in sicurezza l' Italia e ridurre il rischio idrogeologico servono quasi 9.400 opere, tutte censite e indicate dagli enti locali. Il problema non sono appunto solo i soldi: nell' 89% dei casi infatti non esiste un progetto esecutivo. Di questi temi discuteranno giovedì le Regioni e il ministro dell' Ambiente Sergio Costa. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.