Testata Quotidiano di Puglia
Titolo Demolizioni mai eseguite: Puglia terza regione d' Italia
Evase solo 366 ordinanze per opere abusive su 2252 Ma è passaggio chiave nella mitigazione dei rischi idrogeologici Dopo Calabria e Campania, la Puglia è la regione italiana con la più alta percentuale di inapplicazione degli ordini di demolizione di opere abusive. L' 83,7% delle ordinanze di abbattimento non è stato ancora evaso, solamente la Calabria (94%) e la Campania (87,7%) fanno peggio. Il divario con il Nord è accentuato, se si pensa che mediamente gli ordini di demolizione da effettuare rappresentano circa il 60% del totale: la regione più attenta è il Friuli Venezia Giulia (34,9% di demolizioni in sospeso). È quanto emerge dal report di Legambiente Ecosistema Rischio 2017, l' indagine sulle attività nelle amministrazioni comunali per la mitigazione del rischio idrogeologico. In Puglia sono 2.252 le ordinanze di demolizione, quelle eseguite appena 366: opere che vanno ad influire negativamente sulla tenuta idrogeologica del territorio. Eppure, i Comuni pugliesi considerati a rischio frane o alluvioni sono 231 su 258, quindi la prevenzione è l' unica arma a disposizione per evitare tragedie come quella avvenuta in Sicilia. «Sono ancora molti - commenta Francesco Tarantini, presidente regionale di Legambiente - i Comuni che hanno abitazioni e fabbricati industriali in aree a rischio, ma pochissimi quelli che hanno intrapreso azioni di delocalizzazione per tutelare il territorio, i cittadini e le attività produttive». Secondo i dati Ispra, sono 8.098 i pugliesi esposti a frane e 119.034 quelli esposti ad alluvioni, mentre a pagare il conto economico più salato sono 11.692 imprese, quelle agricole in particolar modo. Basti pensare che, nel 2017, in Puglia sono andati in fumo altri 410 ettari di suolo, pari all' 8,35% della superficie territoriale. «I nostri agricoltori non possono neppure salvare il salvabile, perché i campi sono allagati e continua a piovere», denuncia il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia. «La situazione - prosegue - è grave per gli ulivi sradicati dalla tromba d' aria che è impossibile salvare e gli ingenti quantitativi di olive strappate via dal vento e dall' acqua che sono irrecuperabili. Di contro resta altissimo in Puglia l' indice di dispersione delle acque che tocca l' 83,4%. Gli effetti dell' incuria e delle mancate opere di bonifica sono evidenti sul territorio». Stasera, in Regione, ci sarà un incontro tra i rappresentati delle principali associazioni agricole e dirigenti e assessori interessati (Politiche agricole e Infrastrutture) e si parlerà proprio del reticolo idrografico, cioè della situazione dei corsi d' acqua (torrenti, ruscelli, canali). Il tema è sempre quello della prevenzione, come impedire frane e allagamenti: attraverso i fondi Por 2014-2020, nel 2016 in Puglia sono stati finanziati 42 interventi di mitigazione che sono stati già completati, per un investimento complessivo di circa 90 milioni di euro. Altri 30 sono in fase di completamento e una decina sono stati avviati negli ultimi mesi per un importo complessivo di ulteriori 90 milioni. Complessivamente 180 milioni per arginare il rischio di dissesto idrogeologico. E mentre il ministro Sergio Costa annuncia di aver «costituito un gruppo di lavoro fatto da magistrati, forze dell' ordine e giuristi per studiare e proporre al parlamento una norma più veloce per gli abbattimenti», il deputato del Pd, Francesco Boccia, incalza l' Esecutivo: «Davanti ad una tragedia come quella avvenuta a Casteldaccia è evidente che lo Stato non è stato all' altezza, ci sono dei sindaci che non hanno avuto il coraggio di abbattere quelle costruzioni abusive e oggi il prezzo che paghiamo è drammatico. Poi c' è il prezzo politico che riguarda tutti quando si parla di consumo del suolo e di condoni edilizi. Nel Pd che voglio costruire il consumo del suolo e le mutazioni climatiche sono battaglie prioritarie». Replica Diego De Lorenzis, deputato del M5S: «Partendo dal presupposto che tali eventi sono frutto indiretto delle scelte degli ultimi decenni e che pertanto non sono da accettare come tragedie ineluttabili, è altrettanto evidente che abbiamo la responsabilità di effettuare scelte che avranno conseguenze nell' immediato e nel futuro meno prossimo. Il governo ha inteso imprimere un deciso cambiamento alla lotta al dissesto idrogeologico con un cambio di approccio storico per uscire dalla gestione emergenziale. È nostra intenzione affrontare la questione non più esclusivamente con interventi a posteriori alle tragedie causate da alluvioni, frane e allagamenti, come accaduto finora, ma, investire in prevenzione».